Padre e figlio, risate e lacrime: Nicola e Kelian Ventola si raccontano a cuore aperto tra profezie amorose, notti brave e colori mai visti prima
3 aprile - 18:02 - MILANO
Sono Nicola Ventola e suo figlio Kelian gli ospiti dell'ultima puntata di Mamma Dilettante 4, il podcast-vodcast condotto da Diletta Leotta. L’episodio, pubblicato oggi, giovedì 3 aprile, conferma il successo di questa quarta stagione partita a gennaio e che continua a parlare di genitorialità e storie di vita vissuta.
Tra aneddoti divertenti e confessioni intime, padre e figlio hanno rivelato come funziona il loro rapporto, toccando temi delicati come il primo grande amore, i pericoli della notte e la bellezza di scoprire i colori per la prima volta. Dopo Fabio Caressa con la figlia Matilde e Leonardo Bonucci con la moglie Martina Maccari, ecco cosa hanno raccontato alla padrona di casa Nicola e Kelian Ventola.
Nicola Ventola e La gaffe profetica con l'ex Bianca Guaccero
—
Nel corso della chiacchierata, Nicola Ventola ha ricordato un episodio curioso e, col senno di poi, quasi "profetico". Quando giocava nell’Inter ed era legato sentimentalmente a Bianca Guaccero, vide in tv per la prima volta Kartika Luyet, che sarebbe poi diventata la madre di suo figlio. "Nick, tu sei diventato papà giovanissimo, avevi venticinque anni, no?" chiede Diletta. "Sì", risponde lui. "Avevi venticinque anni", incalza la conduttrice. "A quel tempo stavo con Bianca Guaccero. Un giorno, mentre ero in casa con lei, guardando la tv mi sono imbattuto in Fiorello stasera pago io’. Era il 2001. In quel momento vedo per la prima volta la Madonna, ossia Kartika, e dico subito a Bianca 'Quella sarà la mamma di mio figlio'. Ma posso dire a Bianca che è fidanzata con me, quella sarà la mamma di mio figlio? E così fu, sono una testa dura", conclude l'ex attaccante.
Una notte da leoni per Kilian Ventola
—
Tra i momenti più esilaranti dell’episodio, il racconto di una serata diventata indimenticabile, e non solo per Kelian. "Hai visto la serie The Walking Dead? Una volta mi sono svegliato nel bagno di una discoteca chiusa. Non c’erano luci, tutte le porte chiuse e sembrava la fine del mondo", racconta Kelian. Nicola aggiunge: "Lui ha aperto la porta del bagno praticamente alle sei del mattino. Avevi bevuto?" Diletta interviene ironica: "Non te lo dirà mai".
"Non so cosa fosse successo. Io sono molto onesto con te, non ho fatto cavolate, nulla di nulla. Non ho bevuto neanche tanto, ero con i miei amici tutto il tempo", si difende il ragazzo. "Immaginati cinque ore con i carabinieri, non c’erano ospedali, a un certo punto arriva il proprietario per aprire la discoteca e sentiamo 'ehi bro!' Quindi eri alticcio. Quella notte mi sono davvero spaventato. Sono andato nel panico. E poi mio figlio esce e dice 'Ehi bro, mannaggia a te!'", conclude Nicola.
Gli occhiali che colorano il mondo
—
Ma il momento più toccante arriva con un racconto legato alla condizione di daltonismo di Kelian, scoperta da bambino grazie a un disegno che "confondeva" i colori. "Che colore è questo?" chiede Diletta. "O verde o rosso", risponde Kelian. "Va in confusione perché il semaforo proprio crea problemi. Mio figlio ora ha memorizzato che un colore è sotto e uno è sopra. Quindi questo fa soffrire i genitori perché lui non vede l’alba per esempio".
"Un arcobaleno non l’ho mai visto", dice Kelian. "Un giorno apprendiamo che online sono disponibili un paio di occhiali che ti aiutano a vedere i colori. Li compriamo subito e glieli regaliamo. Quando davanti a tutti gli amici mio figlio vede per la prima volta i colori, ci emozioniamo. E ci emozioniamo ogni volta che rivediamo il filmato che abbiamo fatto in quell’occasione. Quando ha messo per la prima volta quegli occhiali e ha visto il cielo ci si è aperto un mondo. Una cosa per noi così semplice per lui è davvero speciale", racconta con voce rotta Nicola. "E lì ti sei emozionato? Te lo ricordi tu questo momento?", chiede ancora Diletta. "Si", conclude Kelian con una risata. "Avevo sedici anni". "Mi raccomando però stai attento agli occhiali perché costano, cavolo!", scherza Nicola Ventola.
La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA