Vanno d'accordo e valorizzano talenti: perché D'Amico è sempre più vicino a Gasp. E alla Roma

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Insieme all'Atalanta, nel triennio 2022-25, hanno conquistato l'Europa League (2024) e ingaggiato Ederson. Si stimano da sempre e, nonostante qualche screzio, hanno un'intesa ferrea. Ecco perché ogni indizio porta a Trigoria l'attuale ds nerazzurro  

Professionalmente si sono conosciuti a Bergamo, nel 2022, quando Tony D’Amico divenne il ds dell’Atalanta perché Sartori e Gasperini non potevano più convivere. Ma in realtà è come se D’Amico e Gasp si conoscessero da sempre, fin dai tempi di Pescara, quando l’attuale allenatore della Roma guidava il centrocampo abruzzese e D’Amico era un bambino che giocava nel Curi Pescara e andava a guardare gli allenamenti di un certo Leo Junior. “Con Gasp abbiamo parlato spesso dei tempi di Pescara”, ha detto tempo fa l’attuale (ancora per quanto?) ds dell’Atalanta. Ecco, presto potrebbero tornare a farlo, ma ad altre latitudini, dalle parti di Trigoria, dove aspettano il sì definitivo di D’Amico per accettare il nuovo incarico di direttore sportivo della Roma. 

il rapporto

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Gasp e D’Amico hanno lavorato insieme tre anni, dal 2022 al 2025. E in quei tre anni hanno costruito un’Atalanta ancora più bella di quella precedente, arrivando anche a vincere l’Europa League del 2024. D’Amico arrivò a Bergamo portando con sé dal Verona il medico Riccardo Del Vescovo (che è stato già nella Roma dal 2012 al 2019) e il responsabile della comunicazione Andrea Anselmi. Due che entrarono subito in sintonia anche con Gasperini, formando una sorta di cerchio magico che creò valore all’interno del club (Del Vescovo, tra l’altro, è in procinto di tornare anche lui in giallorosso). D’Amico pian piano ha conquistato la fiducia di Gasp, esattamente come il ds ha imparato a stimare il tecnico di Grugliasco. Ma, soprattutto, a capirne i momenti e come prenderlo. Alcuni momenti di tensione ci sono stati anche con lui, nella normale dialettica tra gente di calcio. Ma non si è mai andati oltre che invece era successo prima con Giovanni Sartori o adesso, a Roma, con Frederic Massara. Insomma, tra D’Amico e Gasperini è stata subito sintonia, anche perché il ds ha assecondato spesso e volentieri i desiderata dell’allenatore. Mantenendo una sua autonomia, ma cercando di andare il più possibile incontro alle esigenze del tecnico. Anche grazie alla collaborazione di due agenti, Giuseppe Riso e Paolo Busardò, che hanno collaborato spesso con D’Amico e che sono anche attivi da tempo nelle cose giallorosse. 

a bergamo

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D’Amico e Gasperini a Bergamo decidevano tante cose insieme, nel rispetto ovviamente della volontà dei Percassi e, quindi, della proprietà nerazzurra. Qualche frizione c’è stata, si racconta ad esempio ai tempi dell’infortunio di Gianluca Scamacca, ma cose che non hanno incrinato il rapporto. O, ad esempio, quando a Cagliari, dopo una sconfitta per 2-1, in molti hanno sentito delle forti urla nel summit a tre tra Gasp, D’Amico e lo stesso Luca Percassi. Ma, si sa, convivere con Gasp non è semplice, eppure D’Amico ci è riuscito. Ecco anche perché l’allenatore giallorosso sarebbe felice di tornare a lavorarci. Ed ecco anche perché ha suggerito ai Friedkin il suo nome, in cima alla lista dei desiderata. A Bergamo, insieme, hanno portato Ederson (Lookman ed Hojlund furono invece opera di Lee Congerton) e insieme furono bravi a valorizzare lo stesso Hojlund, venduto dopo un anno al Manchester United per 74 milioni. Ma insieme hanno lavorato anche sugli arrivi di Bellanova a Retegui (comprato a 20 milioni e rivenduto a 68,5) e valorizzato e ceduto Koopmeinsers alla Juventus per oltre 60 milioni (tra parte fissa e bonus). Insomma, Gasperini e D’Amico non solo vanno d’accordo (che è forse la cosa più importante per il futuro giallorosso), ma hanno anche costruito valore. Il che non guasta mai…

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