Il centrocampista dei Blancos ha racconto alcuni momenti chiave dal suo arrivo al Real Madrid, tornando a parlare del fallo su Morata nel 2020
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Il Real Madrid e Federico Valverde sono ormai, da anni, un binomio vincente nella Liga spagnola. Il centrocampista uruguaiano vanta 307 presenze con la maglia delle merengues, oltre ad aver realizzato 35 gol. Il suo è diventato un ruolo cardine in campo e le sue prestazioni lo stanno dimostrando. Proprio Valverde, infatti, ha raccontato alcuni aneddoti vissuti a Madrid in un'intervista rilasciata a Terapia Picante.
Real Madrid, il racconto del centrocampista delle merengues
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Il calciatore uruguaiano ha un soprannome: "uccellino". Valverde ne ha spiegato quindi il motivo: "Correvo molto ed ero molto magro. Per questo motivo uno dei miei allenatori mi chiamava così. Se mi chiamano ancora così? Adesso, sono diventato più aggressivo e sono diventato "falco". Non poteva mancare il racconto del suo arrivo al Real Madrid: "Ho visto che i miei compagni di squadra arrivavano in allenamento con macchine molto belle, mentre io ne avevo una decente. Allora mi sono subito chiesto dove fossi arrivato". Inoltre, il classe '98 ha ammesso: "Ho visto i marchi di abbigliamento dei miei compagni, ma ho nascosto i miei perché non volevo fare vedere di non indossare abiti firmati".
Valverde parla di una delle sue caratteristiche migliori: il tiro e ha aggiunto: "Alcuni portieri si sono infortunati con i miei tiri, tra cui Luca Zidane e altri, soprattutto alla spalla. Da dove prendo la forza? In realtà ho la gambe molto magre, quindi non saprei". Poi torna a parlare della tripletta in Champions League contro al Manchester City: "Momenti indimenticabili della mia carriera. Non avevo mai pensato di poter fare tre gol al City". "Se ho ricordi di Zinedine Zidane? Mi aiutato molto a forgiare il mio carattere".
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Valverde torna sul fallo su Alvaro Morata
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Il calciatore del Real Madrid è tornato a parlare di quanto accaduto durante il match della Supercoppa spagnola contro l'Atletico Madrid nel 2020, quando il centrocampista ha commesso un fallo da dietro ai danni di Alvaro Morata, ormai immolato verso la porta e rimediando il cartellino rosso: "In quel momento ho sentito di fare il fallo. Ho perso la calma, ma era quello che dovevo fare, nonostante non sia stata un'immagine adatta ai bambini".




