Conceiçao per l’abbinata con la Supercoppa italiana, Inzaghi per eguagliare il 2010. Quarta sfida in stagione, nerazzurri in svantaggio
Quarto derby stagionale e un altro se ne giocherà, perché parliamo dell’andata delle semifinali di Coppa Italia. Cinque Milan-Inter in stagione sono un’anomalia, un dazio da pagare, per usare la parola del momento. Il Milan ha tutto da perdere perché la Coppa Italia è l’ultimo obiettivo rimasto a Sergio Conceiçao e alla sua orchestra stonata. La coppa vale meno della qualificazione alla Champions, ormai sfumata, ma, abbinata alla Supercoppa italiana vinta in Arabia, darebbe un senso a un’annata che un senso non ce l’ha, per parafrasare Vasco Rossi, cantante interista. Sarebbe un Doblete, una doppietta in formato mini, laddove, per l’Inter, la Coppa Italia è indispensabile per duplicare il Triplete del 2010, ma, se andasse male nel doppio turno contro il Milan, rimarrebbero lo scudetto, con alte possibilità di successo, e la Champions, con qualche possibilità di vittoria. Simone Inzaghi è uno specialista della Coppa Italia, a neppure 50 anni ne ha vinte tre, una con la Lazio e due con l’Inter. Massimiliano Allegri, primatista del ramo con cinque Coppe Italia, non è lontano. Conceiçao però ha battuto Inzaghi in gennaio a Riad, nella finale di Supercoppa italiana in Arabia, ed è da qui che bisogna partire per capire dove andrà a parare il doppio derby d’aprile.
La stranezza
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Nella stagione della grande confusione, il Milan ha vinto due derby e ne ha pareggiato un altro contro la “corazzata Inter”, come da etichetta contiana. A settembre, in campionato, successo per 2-1, con Paulo Fonseca allenatore e con le pressioni alte sulla costruzione dal basso interista come chiave di volta. A gennaio con Sergio Conceiçao fresco di nomina, in Supercoppa, la gran rimonta milanista, da 0-2 a 3-2. Due i fattori: il rilassamento dell’Inter avanti di due gol e l’inserimento di Leao. In Arabia, come in altre occasioni, il portoghese si è alzato dalla panchina e ha spaccato la partita. Le esclusioni motivano Leao, che però stasera è annunciato tra i titolari. Domenica Conceiçao lo aveva tagliato fuori dall’undici contro il Napoli, per farlo entrare sul 2-0 e ricavarne un quasi pareggio. Il terzo derby 2024-25 è stato l’1-1 di febbraio, il ritorno in campionato, con l’Inter sotto di un gol fino al 93’. Se all’ultimo istante de Vrij non avesse segnato l’1-1, oggi parleremmo di tre successi consecutivi del Milan. Quello è stato il derby della resistenza milanista, una partita in cui il calcio di Conceiçao si è sublimato: lotta dura, fase difensiva estrema e robusta dose di fortuna dati i tre legni interisti.
Lo scenario di oggi
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Stasera ci aspettiamo una partita simile all’1-1 di febbraio. Il Milan non può permettersi di affrontare l’Inter a viso aperto, senza preoccuparsi degli effetti collaterali. Meglio: il Milan avrebbe gli uomini per provarci e riuscire, ma difetta del gioco, di un’idea comune e chiara. Il Milan di Conceiçao è una squadra emozionale, vive di alti e bassi, emerge quando è messo alle strette. All’opposto, l’Inter è fredda, razionale e strutturata, sa come prendersi quel che vuole. Il rischio dell’Inter è l’eccesso di sicurezza, la forza del Milan è la capacità di reazione. Sotto questo aspetto il derby di Riad è stato perfetto: Inter in vantaggio per 2-0, convinta di aver vinto; Milan ferito e reattivo, rimonta e sorpasso, 3-2.
Il peso degli attacchi
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Prendiamo come riferimento le statistiche dell’attuale Serie A, in Coppa si sono giocate poche partite e le cifre non sarebbero significative. In campionato, l’Inter ha segnato 67 gol e il Milan 45: 22 reti di differenza in 30 giornate, un solco profondo. L’algoritmo però dice altro. Quanto a expected-goals, i gol attesi o presunti, Inter e Milan non sono così lontani: Inzaghi è primo con 1,94 di XG a partita, il Milan secondo assieme all’Atalanta con 1,71. Questi numeri ci spiegano come il Milan abbia un potenziale offensivo quasi ad altezza Inter. Che questa possibilità di segnare sia rimasta più teorica che pratica è un altro discorso. Nell’economia spicciola di un’andata e di un ritorno, può avere però un peso, considerato che stasera l’Inter disporrà di tre dei suoi cinque attaccanti. Thuram e Correa titolari, Arnautovic in panchina, con Lautaro e Taremi fuori per infortuni. Il Milan avrà Leao e Pulisic, e Conceiçao deve decidere chi sarà il centravanti tra Gimenez e Abraham, con Jovic fresco di gol al Napoli pronto a entrare. Conceiçao disegnerà la miglior formazione possibile. Inzaghi, tra infortuni e dosaggio delle forze, varierà diversi giocatori. La settimana prossima l’Inter a Monaco avrà l’andata dei quarti di Champions contro il Bayern. Il turnover potrebbe incidere, ma le rotazioni dell’Inter sono lo stesso ad altezza Milan. Sergio Conceiçao ha tutto da perdere, ma se Simone Inzaghi uscisse dalla Coppa Italia per mano del Milan, dopo aver lasciato la Supercoppa allo stesso Milan, si aprirebbe una crepa sul muro della sua stagione, fin qui notevole.