(di Valentina Brini)
Quasi quarantotto ore di silenzio,
passate tutt'altro che inosservate. Poi, una dopo l'altra,
arrivano le condanne. Elly Schlein rompe gli indugi dagli studi
de L'Aria che tira, Giuseppe Conte affida la sua posizione alle
colonne del Messaggero. Il campo largo batte sugli stessi tasti:
rigetto delle violenze No Tav, solidarietà alle forze
dell'ordine, accuse di "connivenza" e "ambiguità" rispedite alla
maggioranza. "Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che
non si giustificano mai", scandisce la segretaria del Pd, la più
esplicita tra i due, ribadendo una condanna "senza esitazioni e
senza tentennamenti" e trovando l'eco del leader del M5s su
fatti definiti "intollerabili". Ma il fuoco dem si sposta subito
sul governo, accusato di "strumentalizzare fatti violenti per
buttarli addosso alle opposizioni".
Con ancora addosso gli strascichi delle violenze di Bologna,
l'escalation dei toni dopo l'assalto degli antagonisti
incappucciati a Chiomonte rafforza nel campo largo la
convinzione che la maggioranza stia usando la sicurezza come
principale arma di "propaganda". La replica delle opposizioni -
quasi sincrona all'arrivo di Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi
ai cantieri della Tav - è anche il tentativo di sottrarsi a
quella che viene letta come "una trappola": restare schiacciati
alle immagini degli scontri, anziché riportare il confronto
sulle "responsabilità" dell'esecutivo. "Istituzioni e politica
dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza", è
l'appello della segretaria dem, rafforzato dall'affondo dei
co-leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, impegnati
a denunciare la "passerella" piemontese di Meloni, che "non
cancella il fallimento sulla sicurezza" dopo "quattro anni a
Palazzo Chigi" e "sette decreti" ad hoc.
Al netto dello scambio di accuse, il messaggio di fermezza
tracciato da Meloni ("lo Stato non indietreggia, i responsabili
vanno assicurati alla giustizia") viene subito raccolto da
Fratelli d'Italia che - per bocca del responsabile del programma
Francesco Filini - preannuncia una proposta di legge per
estendere il reato di associazione a delinquere anche a chi, pur
senza una struttura stabile e gerarchica, si coordina per
organizzare aggressioni, atti vandalici e devastazioni. Trovando
però la reazione fredda di Forza Italia. "Non credo che serva
una legge nuova per definire terroristi coloro che arrivano in
Val di Susa organizzati, inquadrati, con una divisa, per non
farsi riconoscere", osserva Maurizio Gasparri a margine di un
evento a Napoli, precisando che "ci sono già leggi che
sanzionano in maniera esemplare tutti questi comportamenti" e
che basterebbe applicarle.
Frizioni interne che non raffreddano i toni nei confronti
degli avversari, con il vicepresidente della Camera, Fabio
Rampelli, che archivia ogni distinzione. "I media e la sinistra
possono chiamarli come vogliono: antagonisti, centri sociali,
antifà. In realtà non sono altro che terroristi rossi", attacca
l'esponente di FdI, accusando Pd, M5s e Avs di minimizzare.
Uno scontro totale che finisce per travalicare la Val di
Susa, saldandosi con un altro fronte aperto dalla stessa
premier. In un post sui social Meloni torna ad attaccare
direttamente Schlein sul caso Ranucci, accusandola - rispondendo
a un intervento della leader dem della mattina - di aver
"costruito per mesi un racconto fatto di allusioni e
insinuazioni", fino a "gettare ombre sul governo e sull'Italia".
"Le parole hanno un peso. Anche le allusioni", sottolinea la
presidente del Consiglio. Adesso la leader dem "dovrebbe
chiedere scusa".
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