Unicredit, se l'obiettivo di Berlino è salvaguardare il management di Commerz

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Unicredit, se l'obiettivo di Berlino è salvaguardare il management di Commerz

17 agosto 2026 | 18.16

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Una mossa non casuale. Finalizzata a mantenere il management di Commerz, malgrado mesi di ostilità, come interlocutore di Unicredit. A questo obiettivo, secondo quanto ricostruito da AdnKronos da diverse fonti finanziarie, mirerebbe il governo tedesco nell'aprire alla possibilità di cedere all'istituto guidato da Andrea Orcel la quota del 12,7% detenuta nella banca tedesca ma sempre ponendo come condizione una previa intesa tra le due banche. In altre parole: rimandare la palla ai due istituti perché non solo dialoghino ma giungano a un accordo.

Cui prodest? Unicredit ha tutto l'interesse a cogliere i segnali positivi che giungono dall'esecutivo, ma con una quota azionaria vicina alla maggioranza assoluta può proseguire la propria marcia in piena autonomia. Ecco allora la necessità, questo è il ragionamento, di spingere la banca italiana al dialogo.

Del resto, confermano all'AdnKronos fonti finanziarie tedesche, la disponibilità manifestata da Berlino a prendere in considerazione la cessione della partecipazione pubblica non rappresenta "un cambio sostanziale della posizione dell'esecutivo tedesco". La linea di Berlino, in altre parole, è sempre stata quella di ritenere necessario un accordo tra i due istituti come condizione per affrontare qualsiasi altro aspetto della vicenda, compresa un'eventuale vendita della quota detenuta dallo Stato tedesco.

Il dialogo tra Unicredit e Commerzbank, assicurano dalla Germania, prosegue anche in questa fase, sebbene non sia ancora chiaro se, quando e in quali termini si potrà arrivare a un accordo. Ma l'apertura del governo tedesco, spiegano sempre all'AdnKronos fonti tedesche, viene interpretato addirittura come un possibile segnale di progresso nelle trattative.

Al momento, comunque, non risultano scadenze o deadline specifiche fissate per arrivare a un'intesa. Il percorso resta legato anche all'iter autorizzativo, che offre una finestra temporale di alcuni mesi per approfondire il confronto. E, sul fronte dei possibili interlocutori, restano sul tavolo gli auspici di un dialogo più ampio con governo, sindacati, rappresentanti delle imprese e dei Länder tedeschi.

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