Unicredit, Orcel guarda con fiducia a partita Commerz: "Logica industriale chiara"

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29 aprile 2026 | 17.54

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Unicredit accelera sul fronte del consolidamento europeo e guarda con crescente fiducia alla partita con Commerzbank. L’amministratore delegato, Andrea Orcel, in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha ribadito con decisione la logica industriale dell’operazione: una fusione, secondo il banchiere, non solo è sensata, ma inevitabile nel medio periodo.

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“La logica industriale è chiara e, in fin dei conti, non si può sfidare la gravità”, ha affermato Orcel, sottolineando come Unicredit si consideri il partner ideale per tutti gli stakeholder coinvolti: azionisti, dipendenti, Germania ed Europa. Allo stesso tempo, il Ceo mantiene una linea pragmatica: Commerzbank rappresenta un’opportunità, non una necessità. “Non abbiamo bisogno di Commerzbank a tutti i costi”, ha chiarito, rimarcando la solidità del gruppo e la capacità di generare valore anche in autonomia.

Il tema resta inevitabilmente intrecciato alla dimensione politica. In Germania persistono timori legati a occupazione, governance e al ruolo sistemico di Commerzbank nell’economia nazionale. Ma Orcel segnala un cambiamento nel clima: rispetto a un anno fa, i toni sarebbero più aperti e meno ostili. “Alcuni politici riconoscono che questa non è una decisione che spetta a loro”, osserva, evidenziando segnali di maggiore neutralità — se non addirittura disponibilità — da parte del governo tedesco. Secondo il numero uno di UniCredit, una posizione neutrale delle istituzioni permetterebbe al mercato di fare il suo corso, lasciando agli azionisti la scelta finale. “Sarebbe un’economia di mercato in cui gli europei fanno affari con altri europei”, ha concluso.

Sul fronte finanziario, il mercato sembra sostenere la strategia del gruppo italiano. Il titolo Unicredit beneficia di un consenso positivo da parte degli analisti: stando a quanto apprende AdnKronos da fonti di mercato, la raccomandazione media resta orientata all’acquisto, con un target price medio intorno agli 83 euro, rispetto a una quotazione attuale di circa 65 euro. Si tratta, spiegano le fonti, di "un potenziale upside vicino al 30%, che riflette sia la solidità dei fondamentali sia le aspettative legate a possibili operazioni straordinarie, tra cui proprio il dossier Commerzbank". (di Andrea Persili)

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