Unicredit, dopo Commerzbank si riaccende la campagna d'Italia: ecco come

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Tre le ipotesi: Banco Bpm (ma sarebbe necessario trattare con Credit Agricole), Bper, oppure un ritorno di fiamma su Monte dei Paschi di Siena

 ecco come

07 luglio 2026 | 19.23

Andrea Persili

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Domani mattina saranno resi noti i risultati dell'offerta lanciata da Unicredit su Commerzbank. Secondo quanto apprende Adnkronos da fonti finanziarie, nel periodo di adesione chiuso il 3 luglio potrebbe aver conferito le proprie azioni un ulteriore 2,5% del capitale dell'istituto tedesco. Se le indicazioni saranno confermate, il gruppo guidato da Andrea Orcel arriverebbe ad avere in mano almeno il 45% di Commerzbank. Secondo gli analisti, le adesioni già raccolte renderebbero più vicino il raggiungimento del controllo di Commerzbank. Ciò consentirebbe a Unicredit di nominare i dieci rappresentanti degli azionisti nel Supervisory Board della banca tedesca, incluso il presidente, titolare del voto doppio in caso di parità. Un assetto che permetterebbe al gruppo italiano di incidere sulla scelta del management e di imprimere a Commerzbank la propria strategia "Unlocked".

L'evoluzione del dossier Commerzbank avrebbe riflessi anche sul risiko bancario italiano, in particolare sul fronte Banco Bpm. Secondo quanto riferiscono ad Adnkronos fonti vicine alla maggioranza, la crescita della partecipazione di Credit Agricole in Banco Bpm susciterebbe oggi minori preoccupazioni rispetto al passato, segnale di un clima politico in progressiva evoluzione.

Alla base del cambio di scenario vi sarebbe soprattutto il completamento del percorso relativo a Monte dei Paschi di Siena. Le resistenze che avevano accompagnato il dossier Banco Bpm erano infatti legate, spiegano le fonti, alla necessità di chiudere prima la partita su Mps. Con quel capitolo ormai avviato verso una soluzione, verrebbero meno diversi dei precedenti ostacoli politici ai nuovi processi di consolidamento del settore.

Nel confronto interno alla maggioranza, in particolare, la Lega avrebbe sempre sostenuto la necessità di favorire la nascita di un terzo polo bancario nazionale di dimensioni rilevanti. Un obiettivo che resterebbe sul tavolo anche nell'attuale contesto. Secondo le fonti, non rappresenterebbe più un ostacolo insormontabile l'ipotesi di uno sviluppo di Banco Bpm con Credit Agricole Italia nel ruolo di partner di riferimento.

A incidere sul nuovo equilibrio contribuirebbe anche la possibile espansione di Unicredit in Germania. L'operazione Commerzbank, infatti, potrebbe contribuire a rendere meno forti le resistenze alla creazione di un vero mercato unico.

Parlando all'AdnKronos, Guido Rosa, presidente di Aibe (Associazione italiana banche estere), ha detto senza mezzi termini: "Le operazioni transfrontaliere rappresentano un banco di prova importante, perché consentono di verificare se il mercato unico europeo possa funzionare realmente come tale, nel rispetto delle regole comuni e in condizioni di parità tra tutti gli operatori".

Una volta archiviata la campagna tedesca, osservano altre fonti di mercato all'AdnKronos, per Unicredit le alternative del risiko domestico si ridurrebbero sostanzialmente a tre: Banco Bpm (ma sarebbe necessario trattare con Credit Agricole), Bper oppure un ritorno di fiamma su Monte dei Paschi di Siena. Quest'ultima ipotesi, spiegano le stesse fonti, è più complessa in quanto l'istituto di Piazza Gae Aulenti dovrebbe confrontarsi con l'offerta di Intesa Sanpaolo, rendendo probabile la necessità di strutturare un'eventuale operazione insieme a un altro partner finanziario o industriale.

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