Il tecnico progetta come far stare in campo contemporaneamente Douglas Luiz, Conceiçao, Alajbegovic, Yildiz e Kolo Muani. Ma domani a Frosinone si ripartirà da McKennie incursore
Domani a Frosinone i tifosi bianconeri potrebbero assistere ai primi esperimenti, ma il progetto è più ad ampio respiro, diciamo a medio termine. Luciano Spalletti sogna una squadra di altissima qualità - non da ieri - e non prova nessuna vertigine se immagina la sua Juventus come un concentrato di piedi buoni, giocate coraggiose e highlights che permettano ai fan di vantarsi con parenti e amici per le prodezze dei calciatori che tifano. E pazienza se non si tratta di un traguardo semplice o veloce da raggiungere e se inizialmente le proporzioni del cocktail bianconero andranno dosate con cautela, perché i mesi del calciomercato hanno accumulato moltissimi indizi sulla voglia della Juventus di mostrare un calcio offensivo e propositivo: Douglas Luiz ripescato, Kenan Yildiz blindato, Francisco Conceiçao - per ora - confermato e il doppio colpo di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic nel giro di pochi giorni. Pensarli in campo tutti insieme non è utopia.
un passo alla volta
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Sia chiaro, il debutto stagionale di domani a Frosinone (18.30) pare un orizzonte troppo vicino per vedere Alajbegovic dal primo minuto, così il chiavistello Weston McKennie dovrebbe restare l'interprete della trequarti e sarà raro vedere Spalletti fare a meno del nazionale statunitense. Tuttavia le partite in calendario saranno molte per la Signora e i primi esperimenti si sono già intravisti alla Continassa. Kolo Muani centravanti al momento non ha concorrenza, Yildiz non si tocca e Conceiçao è il padrone della fascia destra, mentre Douglas Luiz sfrutterà la forma non ottimale di Khephren Thuram per dirigere il traffico in mediana. Ecco, il brasiliano rappresenta il primo tassello del progetto e sarà messo alla prova già in Ciociaria, poi l'idea su Alajbegovic è di formarlo come scheggia impazzita alle spalle della punta, in una posizione più centrale rispetto alla sua abitudine di devastare la fascia sinistra con sterzate e dribbling sfacciati: a 18 anni, dopo tutto, è ancora presto per scegliere il quartiere dove porre delle fondamenta che durino una vita intera. Spalletti lo immagina lì e lo pensa con occhi lucidi insieme agli altri quattro giocatori di qualità: per farli coesistere servirà l'equilibrio di un McKennie, di un Thuram o di un Manuel Locatelli, ma l'acquolina in bocca fa crescere l’appetito.
le alternative
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Il calciomercato può cambiare lo scenario? Sì e no, in base ai punti di vista. La Premier League non ha per esempio mollato la presa per Conceiçao, con il Chelsea ultima società iscritta al fan club di Chico, e al di fuori di Yildiz nessuno alla Continassa può considerarsi incedibile, però il progetto sarebbe praticabile anche senza il portoghese, con relativi aggiustamenti. A destra per esempio anche Edon Zhegrova potrebbe ambire a un posto in questa Juventus "a cinque stelle" a patto di cambiare passo rispetto a una prima stagione al piccolo trotto, mentre anche Jérémie Boga a sinistra ha i colpi per rifornire di guizzi imprevedibili l'arsenale della Signora. A oggi il progetto di Spalletti prevede Conceiçao e Yildiz sulla fasce, Alajbegovic dietro Kolo Muani e Douglas Luiz in regia, ma le ambizioni dell'allenatore non saranno limitate da un eventuale sacrificio che faccia quadrare i conti del club. Serviranno tentativi, esercizi, ripassi e scivoloni, però per alzare il livello di questa Juventus non si può avere il "braccino corto" sulla qualità, non per il calcio creativo che può prendere vita dalle idee cullate a Certaldo. Domani prende ufficialmente vita la seconda Juventus di Spalletti e la partita contro il Frosinone sarà soltanto la prima di tante occasioni per capire che tempi e quali prospettive abbia questo progetto di rendere la Signora un affascinante mix di qualità e coraggio: occhi aperti nel secondo tempo, quindi, soprattutto se i bianconeri cominciassero la Serie A con il piede giusto. Per cambiare il proprio destino sulle ceneri di un anno fallimentare, dopo tutto, c'è bisogno di novità: negli uomini, nelle idee, nella forma dei propri sogni. Con le cinque stelle in campo insieme, crede Spalletti, si può davvero alzare il tiro.



