Che cosa ci fa un pallone da calcio negli uffici della NASA, pronto a essere spedito sul polo sud della Luna? No, non è una fake news e nemmeno una bizzarra trovata pubblicitaria dell'ultimo minuto. È una promessa in piena regola (con tanto di scommessa calcistica!) nata direttamente durante l'ultima conferenza ufficiale sui piani di costruzione della futura base lunare tenutasi il 30 giugno scorso.
Preparate i tacchetti, perché la corsa allo spazio potrebbe presto incrociare il rettangolo di gioco.
Chi, quando e perché: la nascita della scommessa lunare
L'aneddoto è venuto a galla durante la conferenza stampa ufficiale "Moon Base Update". A parlarne sono stati i vertici stessi dell'agenzia spaziale americana. Da un lato Jared Isaacman, l'Amministratore capo della NASA – ex astronauta privato e imprenditore abituato a pensare fuori dagli schemi – e dall'altro Carlos García-Galán, il Moon Base Program Manager, ovvero la mente tecnica dietro alla costruzione del futuro avamposto sul nostro satellite.
Tra una discussione tecnica e l'altra, ha fatto la sua comparsa un ospite inaspettato: un vero pallone da calcio. L'idea? Spingersi oltre quanto fatto da Alan Shepard nel 1971, quando giocò a golf sulla Luna con una pallina e una mazza improvvisata (video sopra). Questa volta la NASA vuole fare le cose in grande: portare un pallone da calcio regolamentare sulla superficie lunare.
C'è però una condizione fondamentale, lanciata con ironia dai vertici dell'agenzia:
"Se gli Stati Uniti vinceranno i prossimi Mondiali di calcio, troveremo assolutamente lo spazio e il volume necessario su uno dei nostri lander per portarci quel pallone".
Una sfida non da poco per la nazionale USA, considerando che – come ha scherzosamente ricordato lo stesso staff della NASA – per farcela «dovranno prima battere la Spagna ai quarti di finale, il che è tutto dire (la Spagna è l'avversario più probabile degli Usa nel caso in cui dovessero qualificarsi per i quarti di finale, ndr)». Se il miracolo sportivo dovesse compiersi, il team dei lander lunari si è già detto pronto ad accettare la sfida e a calibrare il peso del payload, il carico utile che verrà trasportato a bordo.
Non solo calcio: cosa sta succedendo (davvero) "attorno" alla Luna?
Se il pallone da calcio rappresenta il lato più pop e leggero della conferenza, i temi seri sul tavolo della NASA delineano una vera e propria tabella di marcia per la colonizzazione lunare fino al 2029 e oltre.
Ecco un riassunto dei punti chiave emersi durante l'incontro:
1. I nuovi contratti per i Lander Commerciali
La NASA ha annunciato l'assegnazione di quattro nuovi contratti a tre aziende private per portare esperimenti scientifici e dimostratori tecnologici sulla Luna. I finanziamenti vedono cifre attorno ai 144 milioni di dollari per singole missioni e oltre 280 milioni di dollari destinate a partner storici come Astrobotic (impegnata con il lander Griffin 1), Intuitive Machines (con il Nova-C) e Firefly Aerospace (con il Blue Ghost). L'obiettivo è creare una cadenza di lanci costante per ridurre i rischi prima del ritorno degli astronauti.
2. "Promise": il gemello dei rover marziani va sulla Luna
C'è una sorpresa nei magazzini del Jet Propulsion Laboratory (JPL). Gli scienziati stanno valutando seriamente di inviare sulla Luna Promise, l'unità di sviluppo ingegneristico (in pratica il gemello terrestre) dei celebri rover marziani Curiosity e Perseverance. A differenza dei piccoli rover solari come Viper, Promise è alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG), ovvero a energia nucleare. Questo gli permetterebbe di sopravvivere alla gelida notte lunare e di esplorare le regioni permanentemente in ombra del Polo Sud senza temere il buio.
3. La sfida termica e il problema della polvere
García-Galán, uno dei massimi esperti della NASA per la base lunare, ha spiegato quanto sia ancora ignoto il Polo Sud. Le temperature passano da picchi di 120 °C sotto la luce solare fino a -200 °C (e addirittura -240 °C nelle zone d'ombra perenne). Inoltre, la NASA sta studiando soluzioni per mitigare l'effetto dei gas di scarico dei lander (plume mitigation), che sollevano la tagliente regolite lunare rischiando di danneggiare le strutture già posizionate. Tra le soluzioni al vaglio, la costruzione di veri e propri "bunker" e collinette di protezione artificiali.
Verso Artemis 3 e 4
Mentre i robot preparano il terreno e si attende di capire se la nazionale USA guadagnerà il suo biglietto simbolico per la Luna a suon di gol, la tabella di marcia Artemis è stata aggiornata. Artemis 3, prevista per il 2027, non sarà più la missione del ritorno umano sulla superficie lunare: servirà invece a testare in orbita terrestre bassa Orion, i sistemi di supporto vitale, le tute xEVA e le operazioni di rendezvous e docking con uno o più lander commerciali. Vi parteciperà anche l'astronauta italiano Luca Parmitano. Il primo nuovo allunaggio con equipaggio è ora associato ad Artemis 4, al momento in programma per il 2028.




