Un dt, il ct per la Nazionale e le trattative con il governo: ecco il programma di Malagò

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Il neoeletto presidente della Figc pensa a Paolo Maldini o Massara come direttore tecnico per scegliere anche il nuovo allenatore. Poi via ai dialoghi con il governo

Sono diversi gli impegni nell'agenda del nuovo presidente Giovanni Malagò, eletto oggi con il 68,58% dei voti. Il neo numero uno della federcalcio non ha intenzione di gettare alle ortiche l'intero lavoro di Gabriele Gravina e ha ben chiaro il documento che il presidente uscente ha lasciato, tra rivendicazioni e strade da continuare a percorrere. È chiaro però che, in particolare sul fronte sportivo, qualcosa è andato sorto, molto storto e che a livello internazionale la reputazione dell'Italia abbia subito negli ultimi anni un colpo non da poco. 

la novità

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Che cosa non ha funzionato? Per Giovanni Malagò (ma anche per molti tra quelli che lo sostengono) nella gestione Gravina, così come in quelle immediatamente precedenti, è mancata una figura calcistica che in qualche modo potesse fare da raccordo tra il presidente e il ct. Un concetto che a Malagò è stato fatto presente soprattutto dall'Assocalciatori, dove sono convinti della necessità di avere un ex giocatore con un passato anche dirigenziale con un ruolo importante a livello federale. Un direttore tecnico o qualcosa di più insomma, un uomo che contribuisca alla scelta degli allenatori delle diverse rappresentative azzurre, ma che possa anche dialogare con una solida conoscenza del campo con il commissario tecnico della Nazionale maggiore. Il profilo più adatto, a detta di molti, appare quello di Paolo Maldini, con cui Malagò ha un legame particolare, ma ultimamente circola anche il nome di Frederic Massara, che si è liberato dalla Roma. L'ex presidente del Coni, poi, entrerà nel merito degli incarichi (c'è anche la volontà di dare un ruolo nuovo a Sara Gama, ma non da vicepresidente come si sentiva dire qualche tempo fa, e a Luca Bergamini in Club Italia). Una volta definito il dt ci si muoverà più concretamente per l'attesa scelta del ct dell'Italia, che comunque non sarà immediata. Malagò vuole fare le cose per bene, confrontandosi con chi gli sta intorno e puntando al meglio. Tanto che per la nomina potrebbe servire ancora qualche settimana.

le tre priorità

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Per Malagò, poi, il primo tema da trattare con il governo sarà la reintroduzione del Decreto Crescita o qualcosa, con un altro nome, che abbia la stessa funzione: incentivare l'acquisto di grandi giocatori dall'estero. Due: la cancellazione del divieto di pubblicità sul betting. E, sempre a proposito di scommesse, l'introduzione di una percentuale destinata al calcio sui ricavi derivati dalle scommesse sulle stesse partite. Che fare poi con questi ricavi? Si entra qui in parte del terzo punto. Un contributo simile, unito o in sostituzione di altri sostegni fiscali, sarebbe utilissimo da reinvestire sui settori giovanili e sulle infrastrutture (anche di base) in modo da rendere il calcio sempre più accessibile a tutti.

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