Un incidente provocato il 25 agosto 2006 da un conducente in stato di ebbrezza, che ha provocato la morte di tre bambini, ha portato il Giappone a una stretta per chi si mette al volante ubriaco
Marco Bruckner
25 agosto - 16:55 - MILANO
Era il 25 agosto 2006 quando Kaori Onuma, oggi 49enne, perse i suoi tre figli - Hiroaki, 4 anni, Tomoaki, 3 anni, e Saaya, 1 anno - a causa di un conducente in stato di ebbrezza che tamponò l'auto con a bordo la madre e i bambini sul ponte Uminonakamichi, nella città di Fukuoka (Giappone). La vettura finì in mare e per i tre bambini non ci fu nulla da fare. Una tragedia che portò a una condanna a 20 anni per guida pericolosa con conseguenti morti e feriti al conducente e in generale inaugurò una stagione di inasprimento delle pene per coloro che si mettono al volante ubriachi in Giappone. Una stretta cominciata già nel '99, quando un incidente su un'autostrada di Tokyo causato da un camionista ubriaco portò alla morte di due bambini. Un cambio di atteggiamento, quello nei confronti della guida in stato di ebbrezza, che ha portato risultati significativi: secondo quanto riportato dal Japan Times, infatti, i decessi dovuti alla guida in stato di ebbrezza nel 2025 sono stati 125, meno di un decimo rispetto al dato del 2000. A conferma di quanto sia pericoloso mettersi al volante ubriachi, la stessa testata riporta che gli incidenti dovuti all'alcol sono risultati sette volte più letali rispetto a quelli che non lo coinvolgevano.
analogie e differenze
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In Giappone è vietato guidare dopo aver consumato qualsiasi quantità di alcolici. Alcune delle sanzioni a seconda dello stato di ebbrezza sono state introdotte nel luglio 2026. Il reato diventa punibile quando l'etilometro misura una concentrazione di alcol superiore agli 0,5 grammi per litro (come in Italia). I trasgressori rischiano una pena fino a 5 anni di carcere o una multa fino a un milione di yen (circa 5.379 euro al cambio del 25 agosto 2026). Meno grave la sanzione - fino a 3 anni di reclusione o 500mila yen di multa - nel caso il tasso alcolemico sia tra gli 0,15 e gli 0,5 grammi per litro. La legge nipponica prevede responsabilità penali non solo per chi si mette alla guida da ubriaco, ma anche per coloro che viaggiano con tale conducente, coloro che mettono a disposizione un veicolo a tal conducente e perfino ai gestori di locali che servono alcolici a un cliente pur sapendo che dovrà mettersi al volante. Tutti questi soggetti possono rischiare 5 anni di carcere o un milione di yen di multa. Le regole in alcune prefetture sono ancora più severe: in quella di Fukuoka, dove è avvenuto l'incidente della famiglia Onuma, è diventato un obbligo segnalare per i residenti segnalare alla polizia la presenza di conducenti in stato di ebbrezza.

