Tuttocampista da gol: così Bernardeschi si è preso il Bologna

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Otto reti stagionali, quattro ruoli ed esperienza. Per Italiano è uno degli intoccabili da cui ripartire

Matteo Dalla Vite

Giornalista

14 maggio - 12:25 - MILANO

La sfida - se di sfida si trattava - l’ha vinta lui. Lui col Bologna. Cosa che a Ciro Immobile, invece, non è accaduta. L’estate scorsa è un ricordo chiaro e quasi dietro l’angolo da quanto presente: scetticismo e domandoni, tutti edificati attorno ai... ritorni in Italia di Ciro e di Federico Bernardeschi. Ecco, ne è rimasto soltanto uno (dal gennaio scorso) e il resto è storia che non si può condensare solo nei numeri, anche se i numeri parlano così: otto gol stagionali di cui cinque in Europa. E con l’ultimo (squassante) realizzato al Maradona che ha “minato” da subito la serata del Napoli.

abbraccio

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L’inizio non era stato facile: fuso orario (calcistico) troppo differente da quello della MLS, storie dette, ridette e ribadite. Poi, con tempo, tenacia e la cura dell’aspetto atletico, Fede Bernardeschi è tornato a rimettersi nei solstizi nostrani giusti, coi ritmi consoni, con le antenne dritte come ai tempi di Fiorentina e Juve. E il vento lo ha fatto cambiare. Italiano lo mise subito nella mischia europea, azzardando: era ancora “acerbo” per un ritorno fiammante in Italia. Lunedì scorso, proprio il tecnico ha risolto con una battuta ("Mi ha detto che nel contratto è previsto il calcio alle bottigliette ogni volta che lo sostituisco") la polemica per una sostituzione che appena dopo il gol di Rowe (il suo subentrante) aveva preso la via dell’abbraccio a un metro dalla panchina. Cose di campo, caso chiuso ma rinascita confermata. Anche da un’interpretazione decisiva. Quella da vero e proprio tuttocampista.

decisivo a tutto campo

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In questa stagione Bernardeschi è stato impiegato in quattro ruoli: ala destra nelle staffette con Orsolini (del quale Berna riconosce lo status di primo rigorista e al quale ha offerto un assist non scontato per tornare al gol); ala sinistra come al Maradona; da numero 10 puro e anche interno nel centrocampo a tre. Ma è stato proprio lunedì scorso il cosiddetto “upgrade”, non inedito ma evidente perché interpretato con spessore tecnico-gestionale, tenuta fisica e gol: Berna, pur partendo da sinistra, ha coperto tutto l’arco del campo, scendendo per cucire e dettare l’azione, salendo per ricevere, appoggiandosi per avviare, avvicinandosi all’area per concludere (lo 0-1). Questo suo modo di fare e di coprire un arco ampio del campo ha messo in difficoltà il Napoli ed esaltato quel Bologna. Italiano lo vuole così e così lo riproporrà. Perché quell’interpretazione - secondo i pensieri del tecnico - è stata assolutamente decisiva.

ripartire da lui

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Bernardeschi ha ancora un anno di contratto col Bologna e sa di aver trovato l’ambiente giusto per riavviare il motore italiano. E il motore va, nonostante un infortunio alla clavicola e uno stop ad inizio stagione. Per Italiano è uno dei perni dai quali ripartire l’anno prossimo. Berna vive a tre passi da piazza Maggiore. Sembrava quasi scritto: ora al centro del Bologna c’è anche lui.

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