Come raccontare la Calabria? Il regista Mimmo Calopresti, tra gli ospiti della due giorni organizzata dalla Fondazione Magna Grecia sul tema "Oltre il mare. I patrimoni per la continuità dell'offerta turistica", non ha dubbi: "Io la racconterei in tutti i modi. In tutte le maniere ho cercato di capirla, perché la Calabria è un grande mistero. Sei davanti al mare ma intanto alle tue spalle alle tue spalle hai un posto meraviglioso. Io ho girato in Aspromonte, che è un eden. Me lo avevano presentato come il posto più brutto e più difficile della Calabria, io l'ho trovato un paradiso terrestre. In Sila l'estate scorsa ho visto delle cose fantastiche, però tutto si mischia, tutto si confonde, quindi è difficile da raccontare. È una terra misteriosa per certi aspetti".
Come si fa sintesi di tutto questo? "Vivendola. Lavorando qui, conoscendo le persone. Io ho la fortuna di esserci nato, in qualche maniera mi sembra che la Calabria e io siamo la stessa cosa. Ma bisogna frequentarla, conoscere i posti, conoscere le persone e scoprirla. Si deve andare oltre stereotipi e pregiudizi, perché la Calabria non è una terra di turismo semplice, classico. È un posto dove vivere un'esperienza forte con la natura, con le persone, con delle radici anche molto importanti".





