Tudor, l'Olimpico e le 4 dita di Totti: storia di un gesto cult

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Il croato, ora sulla panchina della Juve, torna nello stadio dove l'ex capitano giallorosso gli rivolse lo storico sfottò. La cui motivazione è rimasta misteriosa per oltre 15 anni...

Fabio Russo

Giornalista

4 aprile - 11:51 - MILANO

L'indice sulla bocca, il segno del quattro e poi le cinque dita della mano sinistra unite e roteate verso destra per indicare la direzione di casa. È l'8 febbraio 2004 quando Francesco Totti entra nell'iconografia del calcio italiano non per una giocata di alta classe, ma per un gesto che è rimasto indelebile nella memoria di tutti i tifosi. E in quella di Igor Tudor, che di quel segno fu il destinatario diretto.

roma-juve 2004: lo storico 4-0

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Domenica saranno trascorsi 7728 giorni da quella serata dell'Olimpico della 20ª giornata della Serie A 2003-04. La Juve di Lippi, Campione d'Italia in carica, e la Roma di Capello sono appaiate al secondo posto in classifica, a -5 dal Milan di Ancelotti. L'Italia è ancora l'Eldorado del calcio mondiale e in campo si attende una battaglia tra campioni: Samuel, Chivu, Panucci, Emerson, Totti e Cassano da una parte, Buffon, Thuram, Zambrotta, Camoranesi, Nedved e Trezeguet dall'altra. Non c'è Del Piero, acciaccato. Quando Collina fischia l'inizio, però, c'è una sola squadra in campo. "Una delle due partite giocate meglio in carriera credo sia Roma-Juve 4-0 - racconterà Totti oltre 15 anni dopo in una diretta su Instagram con l'ex capitano bianconero -: con Cassano azzeccammo quasi ogni passaggio". Dacourt sblocca al 13', Totti colpisce una traversa clamorosa e poi realizza il rigore del 2-0, Fantantonio dà spettacolo (doppietta) e non si risparmia colpi di testa: spacca la bandierina e si prende giallo e ramanzina di Collina. Un trionfo storico per i giallorossi, che mai avevano ottenuto e ripeteranno un successo simile contro i bianconeri. 

totti, tudor e le quattro dita

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E Tudor come finisce suo malgrado protagonista? Tutto accade tra il 58', quando il croato subentra a Conte sul 2-0 per riequilibrare la squadra dopo l'espulsione di Montero, e l'89', quando Capello regala la standing ovation al suo capitano. Che entra nella storia iconografica del calcio italiano con quelle quattro dita. "Io non sono un pazzo e se faccio un gesto simile vuol dire che c'è un motivo. Lo sa Tudor e lo so io e così deve rimanere circoscritta questa polemica", spiega Totti al fischio finale. "L'ho saputo dopo, altrimenti nello spogliatoio sarei andato da Francesco e gli avrei dato un calcio nel sedere...", la prende bene Del Piero. "Bravo, ma un po' infantile", punge Platini. "I campioni dovrebbero avere più rispetto, anche quando vincono contro squadre importanti", sbotta Lippi. In ogni caso la vera motivazione del gesto resta misteriosa fino al 2020, quando Totti, sempre in diretta Instagram con Del Piero, si lascia andare. "A te non mi sarei mai permesso, l'ho fatto a Tudor perché mi aveva dato una gomitata sul muscolo e mi si era addormentato tutto il braccio - svela -. Un dolore atroce, mi veniva da piangere. Quando ci siamo incrociati di nuovo, quel gesto mi è venuto istintivo". Di quei 30 protagonisti tra campo e panchina, domenica prossima, 21 anni dopo, all'Olimpico ci sarà solo Tudor. Che avrà un motivo in più, oltre alla rincorsa al quarto posto, per portare a casa i tre punti. Invece delle quattro dita di allora...

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