Troppo pochi 16 posti alle europee, troppi i 9 alla disastrosa Asia: il Mondiale va ridisegnato

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France's Kylian Mbappe (10) scores his team's third goal during the World Cup round of 32 soccer match between France and Sweden in East Rutherford, N.J., near New York, Tuesday, June 30, 2026. (AP Photo/Frank Franklin II)

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Stravolta la distribuzione dei posti, ma non cambiano i rapporti di forza: sette delle 16 squadre più forti le porta l'Europa. Per qualificarsi servono spareggi intercontinentali

Fabio Licari

Giornalista

5 luglio - 09:09 - MILANO

E alla fine siamo al punto di partenza o quasi. Un Quarantotto con immediata Restaurazione. Sette europee, quattro sudamericane e due africane agli ottavi. Hanno cambiato, stravolto, le proporzioni d’ingresso al Mondiale gigante, premiando tutti i continenti tranne l’Europa, ma i rapporti di forza sono rimasti gli stessi e sarà meglio parlarne presto, prima che la Fifa ufficializzi i numeri del 2030. Lo scandalo sarebbe confermare i nove posti all’Asia, scomparsa dallo scenario senza tracce. Doveva contendere la supremazia di Europa e Sudamerica tra investimenti miliardari, tecnici stranieri, fasi finali ospitate con frequenza quasi sospetta (Corea-Giappone, Qatar, l’onnipresente Arabia Saudita nel 2034) e una cultura che sa migliorare i modelli originali. Invece non esiste: la Sud Corea ha fatto una figuraccia, il Giappone sfortunato a incrociare il Brasile, il resto zero, compresa l’Australia che è in Asia solo per politica sportiva ma non sa andare oltre una squadra di muscolari e un calcio difendi e scappa. I soldi non fanno gol, pensando al Qatar che ha sprecato l’eredità di un Mondiale finto e all’Arabia meno forte di quando non c’era un campionato con big strappati all’Europa del Fairplay.

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