"Non svendiamo l'agricoltura
italiana, non svendiamo il nostro cibo". Con questa protesta
gridata dal palco. È iniziata la seconda giornata di
mobilitazione degli agricoltori e dei pescatori del Coapi. Un
centinaio di manifestanti si è raccolto in piazzale ostiense a
Roma, ma ne sono attesi altri, annunciano gli organizzatori.
Cinque trattori ai lati del palco espongono striscioni con
slogan contro l'accordo del Mercosur, contro von der leyen e in
difesa delle produzioni agricole italiane:
'#telodoioilmadeinitaly', 'Il Mercosur è la morte di noi
agricoltori', 'Il Mercosur è la nostra fine'. Sul palco si
alternano agricoltori provenienti da varie parti d'Italia. "Ieri
con i trattori abbiamo sfilato a Roma. Oggi siamo qua in
Piazzale Ostiense insieme a cittadini, sindaci, associazioni
consumatori, gli artigiani del cibo del CNA. Siamo qua insieme
per difendere il settore primario, l'agricoltura", afferma
Angelo Di Stefano, portavoce Coapi, spiegando i motivi della
protesta. "Senza produzioni italiane non ci può essere made in
Italy. Vogliamo una nuova normativa sulle etichettature perché
tutto quello che stanno facendo come l'accordo UE-Mercosur viene
fatto a discapito delle piccole imprese per avvantaggiare
industrie, lobby e altri settori escludendo l'agricoltura".
Questa protesta, spiega ancora Di Stefano, è contro il Mercosur
e per il diritto al cibo degli italiani, "non è più possibile
che i cittadini, specialmente oggi, fanno fatica a comprare il
buon cibo e noi agricoltori e pescatori chiudiamo le nostre
aziende. E' ora di dire basta".
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