Il possibile nuovo direttore sportivo rossonero è inibito fino al 20 luglio. Quali sarebbero i confini della sua attività? La risposta nel codice di giustizia sportiva
Fabio Paratici è a un accordo legale dal diventare il nuovo direttore sportivo del Milan. Il Milan lo ha scelto e lui ha scelto il Milan, resta da trovare una quadra sulla gestione della sua situazione molto particolare. Paratici finirà di scontare i 30 mesi di inibizione per l’inchiesta plusvalenze il 20 luglio, in pieno calciomercato. E a Roma è in corso l’inchiesta penale sugli stessi temi. Ma allora, che cosa potrebbe fare nei prossimi tre mesi e mezzo, con l’inibizione in corso? Che cosa gli sarebbe vietato? La risposta è nel Codice di giustizia sportiva della Figc, in particolare all’articolo 9 dedicato alle “sanzioni a carico di dirigenti, soci e tesserati delle società”.
CHE COSA NON PUò FARE
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L’articolo 9.2 spiega che cosa non può fare un dirigente inibito attraverso quattro divieti. Il primo: divieto di rappresentare la società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale. Ad esempio, Paratici non potrebbe andare in panchina (quindi a referto), partecipare per il Milan a un consiglio federale o un'assemblea di Lega (con un'eccezione, che vedremo dopo), non potrebbe entrare in commissioni Uefa, etc... Il secondo: divieto di partecipare a qualsiasi attività degli organi federali. Il terzo: divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi. Il quarto: divieto di partecipare a riunioni con tesserati o con agenti sportivi. Chiaramente, il quarto punto è l'unico che per un direttore sportivo come lui ha importanza.
CHE COSA PUò FARE
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L’articolo 9 chiarisce che i dirigenti inibiti “possono svolgere, nel periodo in cui la sanzione viene scontata, attività amministrativa nell'ambito delle proprie società nonché partecipare e rappresentare, anche con l'esercizio del diritto di voto, la propria società nelle assemblee della lega di competenza relativamente a questioni di natura patrimoniale”. Una norma pensata per tutelare chi debba trattare in assemblea questioni economiche, quindi più utile a un proprietario che a un direttore sportivo. Paratici in questi tre mesi e mezzo però potrebbe andare in sede e lavorare con Giorgio Furlani e gli altri dirigenti del Milan. Potrebbe ovviamente dettare le strategie di mercato. E potrebbe andare a Milanello per vedere gli allenamenti, senza partecipare a riunioni con tesserati.