Nuoce gravemente alla salute. Il Tour
2026 sara' ricordato anche per la canicola e per la rivolta dei
corridori, tutti contrari al fatto che quest'anno la Grande
Boucle si corra a 40 gradi. A protestare anche Romain Grégoire,
il campione francese in carica che per sua ammissione fatica ad
adattarsi all'ondata di caldo che sta interessando la gara. "Ci
stiamo facendo più male che bene", le sue parole ai media
francesi. "Quando vedi le ondate di calore per le quali alla
gente viene detto di non uscire di casa, di fare il minimo
sforzo fisico possibile, e poi ci ritroviamo a co.rrere gare di
200 km, non fa certo bene alla nostra salute"
Gregoire in particolare ha avuto una crisi giovedì scorso,
nella prima tappa pirenaica: e' arrivato al traguardo in lacrime
("uno dei giorni peggiori della mia carriera, ma non e' quella
l'immagine che voglio dare di me"). Nonostante cio', non si e'
detto d'accordo con la proposta di Pogacar di spostare il Tour
nel calendario internazionale, evitando luglio e agosto. "A
marzo ci lamentiamo che la Parigi-Nizza e' nevosa... Le
difficoltà col meteo - la sua idea - ci sono in ogni stagione.
La soluzione piuttosto e' modificare gli orari di partenza: col
via alla tappa alle 9 e l'arrivo alle 13, si eviterebbero le ore
piu' calde. Bisogna fare qualcosa - la conclusione del corridore
della Groupama- . Anche se non sento di mettere a rischio la mia
salute, un giorno potrebbe succedere un incidente, un corridore
potrebbe crollare. Sarebbe bene prendere provvedimenti in
anticipo".
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2 giorni fa
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