Totti: "Ranieri-Gasperini? Non è il momento degli screzi: uniti nel rispetto dei tifosi della Roma”

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L’ex capitano nel corso di un evento su eBay Live interviene sulle polemiche: “Bisogna unire le forze per la lotta Champions”. Poi ricorda il 2006 con Lippi, elogia Ronaldo e Buffon e torna sul no al Real Madrid: “Avrei forse vinto di più, ma qua ho l’amore della gente”

Francesco Balzani

Collaboratore

14 aprile - 18:43 - ROMA

Per il momento il suo ritorno è stato messo in stand by. Ma Francesco Totti non poteva non dire la sua sul delicato momento che sta vivendo la Roma e sulla diatriba Ranieri-Gasperini. L’ex capitano è tornato a parlare e lo ha fatto nel corso di un evento marketing su eBay Live. “Da tifoso della Roma l'obiettivo comune e principale è quello di rimanere uniti anche se ci sono screzi interni - ha detto serio Totti -. Sia Gasperini sia Ranieri devono avere rispetto verso i tifosi della Roma e la società Roma”. Poi sul finale di stagione: "Champions? Siamo lì, a tre punti dalla Juve... spero uniscano tutte le forze a disposizione, poi a fine campionato si tireranno le somme. L'unico obiettivo è la Roma e noi romanisti ci auguriamo che si possa andare nella stessa direzione. I problemi sono ovunque, ma esporre questi problemi non è giusto. O almeno non è giusto farlo ora. Si poteva fare in un altro momento”.

crisi azzurra

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- Totti ha detto la sua anche sulla crisi del calcio italiano. ”Non siamo al terzo Mondiale consecutivo, trovare le parole in questi momenti è difficile - aggiunge l’ex numero dieci azzurro -. Nel 2006 eravamo forti ma non favoriti, non si sapeva come poi si sarebbe evoluto il sistema calcio Italia. C'erano Brasile, Argentina, Germania, Francia... sapevamo di essere un gruppo forte e coeso e avevamo uno degli allenatori più forte in circolazione. Mi ha aspettato ed è venuto in clinica il giorno dopo l'operazione, a Villa Stuart, dicendo che sarei dovuto andare al Mondiale anche con una gamba. Mi ha dato una convinzione incredibile. Ho sempre avuto un grande rapporto con Lippi, quello che ha fatto per me ho cercato di contraccambiarlo sul campo anche se non ero al 100%. Ho lavorato il triplo, lui e la squadra mi volevano lì". Poi un'altra battuta: "Diamolo adesso lo scoop, a 50 anni rientro. E' il centenario della Roma, i miei 50 anni... vinciamo lo Scudetto!”.

ronaldo e buffon

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- C’è stato anche spazio per un po’ di amarcord grazie all’esposizione di alcune card. Quando è uscita quella di Ronaldo Il Fenomeno Totti ha ribadito tutta la sua ammirazione per il brasiliano. "Questo non è un giocatore, ma un marziano. Dopo Maradona è stato il giocatore più forte in circolazione. E Pelé ovviamente, ma ai tempi di Maradona io cominciavo a subentrare. E ho convissuto quasi tutta la carriera con Ronaldo, purtroppo sempre da avversario. Ho visto poco tempo fa il 5-4 all'Olimpico... mamma mia. Era un piacere vederlo, faceva tutto quello che ogni tifoso vorrebbe vedere e aveva tutto ciò che un giocatore potesse avere. Faceva cose come nessuno, e neanche si è espresso per tantissimi anni". Un altro ricordo all'esposizione della card di Buffon in compagnia proprio di Totti: "Un'altra icona, un altro supereroe. Per me è stato uno dei più forti al mondo in circolazione, di sempre, e ci sono stati anni in cui era il più forte di tutti. Quando fece l'esordio a Parma a 16 anni, contro il Milan, sembrava un polipo. Di portieri non capisco, ma chi ci capisce mi dice che un portiere che va ad affrontare l'avversario di faccia non ha paura di niente". All'esposizione del box riservato alle leggende del Real Madrid (aperto da Totti 'con i denti, facciamo sempre così a casa'), Pardo non poteva non ricordare il rifiuto dello storico 10 della Roma ai Blancos: "Mi volevano, sì, nel 2004. C'è stato un avvicinamento abbastanza reale, anche lì ne sono passati di giocatori. Poi l'amore per la tifoseria, per la società, per i Sensi che mi avevano trattato sempre con i guanti bianchi e il profondo rispetto reciproco... per loro ero come un figlio, non era il rapporto giocatore-Presidente. Se è stata la scelta più difficile della mia carriera? Sì, come carriera avrei forse vinto di più ma quello che ho vinto a Roma con l'amore della gente è stato magico".

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