Tosca, esce 'Feminae': "E' il disco della mia consapevolezza"

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Il nuovo lp fuori il 24 aprile: tra le collaborazioni Vanoni, Consoli, Maria Bethania. "Stefano De Martino direttore artistico di Sanremo? Ha grande cultura musicale, mi aspetto abbia coraggio nelle scelte"

‘Feminae’ “è il mio disco della consapevolezza. Ho sofferto molto per farlo nascere, perché ogni mio progetto deve avere un cuore, un’anima, gambe e braccia e camminare e vivere da solo”. C’è l’universo più intimo di Tosca nel nuovo disco ‘Feminae’, in uscita il 24 aprile su etichetta Bmg (dal 22 maggio anche in streaming), che arriva sette anni dopo ‘Morabeza’. Quattordici tracce tra inediti, riadattamenti e collaborazioni in cui compaiono grandi nomi femminili della musica italiana come Ornella Vanoni e Carmen Consoli, e dove il filo conduttore è una concezione 'riabilitativa' del femminile. "‘Feminae’ è un titolo regalato da Renzo Arbore, grazie a lui ho imparato la libertà artistica”, rivela Tosca. Nasce dalla considerazione che 'femmina' in genere ha un’accezione negativa, "da ‘femminicidio’ a ‘femminismo’, che comunque è lotta: femmina è uguale seduzione, isteria. Invece è ciò che ti dà la vita, ti insegna a parlare, ti accoglie, ti protegge, fa squadra. Un’occasione per dare a questo termine un’accezione bella”.

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In una colazione romana con la stampa in stile conviviale “argentino”, il primo regalo di Tosca è la riproduzione di uno 'sketchbook' fatto dalla stessa artista con appunti, ritagli, ricordi e testi. “In ogni canzone c’è un simbolismo”, spiega lei, offrendo anche un mini show - case emozionante. Un lavoro, il suo, di cura artigianale, quanto di più lontano da un mondo in cui domina ormai l’intelligenza artificiale . “Non sarei capace di fare diversamente -dice Tosca- L’emozione è l’arma più potente che abbiamo, però ne abbiamo paura".

Apripista dell'album è 'Primavera', nato dalla collaborazione con Pacifico, una riflessione sul lutto dopo la perdita dei genitori subito dall'artista dopo la pandemia. "Nasce in un momento terribile della mia vita, la pandemia per me è stato uno tsunami -racconta, ricordando le vicissitudini della perdita del padre, venuto a mancare in quel periodo- Mio padre si era ammalato, era un periodo difficilissimo, facevo il cast delle badanti. Dovevo fare un concerto a Parigi, ma non sapevo come fare, poi lui mi ha detto 'fai quello che devi fare' e così sono andata. Lì ho incontrato Pacifico". Che, un anno dopo, le ha mandato il brano: "Ascoltarlo è stato un pianto liberatorio, una chiusura del cerchio. E' una canzone che amo moltissimo, una delle più belle che abbia mai cantato".

Perché "quando hai a che fare con il lutto hai due strade: diventare cinico oppure l’altra, la mia salvezza -scandisce l'artista- Armonizzare e cercare di trovare un senso". Viaggiando tra le tracce di inediti, spicca 'C’è', che rievoca "il rapporto tra ragione e istinto, anche musicalmente -osserva Tosca- oscilla tra l'ottava sopra e quella sotto". Lo canta insieme a Silvia Perez Cruz, l'interprete che canta "sempre come fosse l’ultima volta": "Lei è la madrina artistica di Rosalia -dice Tosca- Artiste che hanno messo nella loro musica le loro radici, una modalità in cui mi ritrovo". Tra le rivisitazioni più affascinanti si trova 'Io non esisto senza te', con la voce di Maria Bethania, al piano Rita Marcotulli e alla tromba Paolo Fresu, che rilegge 'Eu nao existo sem voce', dove predomina la 'saudade', "che è la 'gioia di essere tristi', un concetto meraviglioso, diverso dall’Italia dove 'ci si piange addosso'".

Con l'amica Carmen Consoli, Tosca dà vita a 'Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa', versione italiana di 'Silencio', una delle esecuzioni più iconiche del repertorio di 'Buena Vista Social Club', mentre la voce inconfondibile di Ornella Vanoni attraversa lo struggente 'Per un'amica', uno dei brani meno noti della signora della musica italiana e registrata poco prima della sua scomparsa. Il viaggio continua tra il Portogallo, con la voce del fado Cristina Branco in 'Roma, Berlino, Lisbona', e l'Italia, dove ammalia la versione di Tosca di 'La canzone popolare' di Ivano Fossati. Un concetto che molti hanno associato al brano di Sal Da Vinci che ha trionfato a Sanremo, 'Per sempre sì'. "Sal Da Vinci è pop, e lo fa benissimo, ma c’è differenza tra pop e canzone popolare -spiega Tosca- La canzone popolare è altro, il verso di Fossati 'alzati che si sta alzando la canzone popolare' ti sta dicendo che quella musica parla di te, ti devi alzare di fronte a quello che la storia ti racconta".

Sulla musica dei giovani che emergono dai talent, la 58enne artista romana -che con 'Officina Pasolini' ha creato un laboratorio gratuito di alta formazione artistica per giovani talenti- ha le idee chiarissime: "I talent non li demonizzo, ma sono usati male. I ragazzi non ci vogliono andare, ci 'devono' andare. Parlateci e vedrete. Ci vanno perché non hanno altre strade. Però lo nascondono, talvolta dietro gli psicofarmaci". Il ragazzino di vent’anni oggi "pensa che cantare sia un insieme di incisi. Officina Pasolini ha l’obiettivo di reinsegnare l’artigianalità". Giovani donne talentuose della musica italiana e mondiale, per Tosca non mancano: "Rosalia, Olivia Dean, Emma Nolde, La Nina, Anna Castiglia, Lavinia Mancusi e tante altre". Mentre inanella ricordi della sua carriera: uno importante è che quest'anno ricorrono i trent'anni dalla vittoria a Sanremo con Ron e l'iconica 'Vorrei incontrarti tra cent'anni'. Un trionfo che lei ricorda come un periodo complesso: "Ero una bambina dentro, la sera prima di cantare eravamo andati al cinema a vedere 'Babe maialino coraggioso' -sorride- Ritrovarmi in cima a quella montagna bellissima è stato emozionante ma non ero stazzata, ho dovuto lottare tanto. Ron è un'anima speciale, ho un ricordo bellissimo".

Dal Sanremo del 1996 al prossimo, in cui Stefano de Martino sarà conduttore e direttore artistico. “Mi aspetto che sia coraggioso, che non abbia paura. Ha una grande cultura musicale, mi aspetto che ci sia la possibilità di aprire una finestra su realtà emergenti che hanno molto più bisogno di essere ascoltate”, dice Tosca. Che dopo il lancio dell'album in primavera, vivrà un'estate piena di emozioni. "Farò dei ‘conversa-concerto’, termine portoghese che vuol dire intervista-concerto in cui si parla oltre che cantare", annuncia. E da novembre partirà una tournée teatrale in Italia e e poi in giro per il mondo. Il suo regno, il regno di Tosca. (di Ilaria Floris)

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