Torna Martinez, riecco anche il vero Thuram: "Con Lautaro legame speciale, mi è mancato"

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Il francese torna al gol e sforna anche due assist per l'argentino, che rientra dopo lo stop e segna subito: "Con compagni così mi viene la pelle d'oca"

Filippo Conticello

Giornalista

5 aprile 2026 (modifica alle 23:25) - MILANO

Un minuto esatto, sessanta secondi spaccati: è il cronometro di San Siro a dirti che non è stato solo un gol, ma un messaggio. Un elogio al valore della puntualità, sacro anche nella frenesia del calcio moderno. L'Inter senza Lautaro era bianca di paura, l'Inter con Lautaro gode di ottima salute, è spavalda e coraggiosa: l'argentino, al ritorno dopo 45 giorni di broncio e cure al polpaccio, ci ha tenuto ad essere puntuale, puntualissimo, nel ricordare al campionato che la musica è cambiata. Ha voluto che le lancette dei secondi facessero un giro intero, solo uno, per segnare una delle reti più importanti della stagione. 

rieccoli, THURAM E lAUTARO

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La palla, però, non arrivava lì per caso, non l’aveva traghettata un compagno qualunque, ma il gemello di questi anni: Thuram, tutto un altro giocatore rispetto a quello visto nell’ultimo mese, ha apparecchiato immediatamente la tavola per il banchetto del capitano al rientro. Si è poi ripetuto, per rimarcare il concetto: ha servito al Toro la palla del 3-1 a inizio ripresa, quando la Roma è finita giù di colpo sul ring, prima di mettersi in proprio e segnare anche lui, con una testata da angolo. Doppietta argentina, una coppia di assist più gol francese: è riemersa dalle acque quella creatura mostruosa chiamata ThuLa. I due non giocavano insieme dall’inizio da Inter-Juve del 14 febbraio, quella del caso Bastoni prima della grande frenata tra Champions e Serie A. Adesso che le due metà della mela sono tornate ad unirsi, è tutta un’altra Inter. L’hanno ripetuto entrambi a fine partita, facendosi gli occhi dolci davanti alle telecamere. "Era uno scontro diretto, una partita molto importante per il campionato e per il segnale che dovevamo dare a noi stessi. Abbiamo parlato nelle ultime ore, bisognava scendere in campo con personalità e atteggiamento giusto”, ha detto il capitano prima di scivolare un po’ nelle parole: “Marcus è tornato, cioè non è tornato… Ha fatto la differenza come fa sempre per noi. Un calo ci sta, anche io ce l'ho sempre. Si accettano le critiche ma noi diamo il massimo per l'Inter sempre". "Mi è mancato Lautaro, ma vale lo stesso anche per Pio e Bonny che sono importantissimi. Ma è vero che ho un legame particolare con Lauti, tutta la squadra ce l'ha: è il nostro capitano, il nostro giocatore chiave, contina a darci l’esempio. Questo mio gol non è stato un clic, ma mi dà solo più fiducia per continuare”.

SUL BERSAGLIO

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Nessuno se ne può stupire, chi comanda nella coppia è, comunque, l’argentino. Anzi, Lautaro è l’acceleratore di particelle per tutta l’Inter: l’intera compagnia, a partire proprio da Marcus, è stata risvegliata nei sensi dal rientro del capitano, che non ha solo la fame cannibalesca del centravanti (16 gol in campionato, capocannoniere in una di quelle fughe solitarie alla Pogacar che annichiliscono i rivali in corsa), ma è la bandiera e l’esempio nerazzurro. Quando c’è lui, con fascia arrotolata al braccio, l’Inter non trema più, anzi scompare del tutto l’inconscio timore di non arrivare al traguardo. Non è un caso che l’argentino a fine partita abbia voluto parlare anche dei compagni azzurri feriti, uno su tutti: ”Quando si parla di Bastoni e degli altri, mi viene la pelle d'oca. Lasciano l'anima dentro al campo, anche quando si perde. Sono rimasti fuori dal Mondiale ma tornano, lavorano a testa alta e danno il massimo. Il calo lo possono avere tutti, ma sono anni che portiamo l'Inter in alto". Ieri, mentre il Toro staccava definitivamente Bonimba tra i goleador della storia interista – 173 contro 171 reti -, anche Marcus dava segni di resurrezione pasquale: nell’ultimo mese aveva dato la peggior versione di se stesso, a volte anche in allenamento ma, proprio quando sembrava vicino il definitivo sorpasso di Pio, il figlio di Lilian ha respinto il giovanotto alle spalle. Arriverà, ma non è ancora il tempo di Esposito. Dopo aver riassaggiato il sapore dolce del gol in nazionale, seppur in amichevole contro la Colombia, Thuram ha risentito la stessa antica sensazione in maglia interista: la rete mancava dalla scampagnata di Sassuolo dell’8 febbraio. Non di sola ThuLa vive l’Inter, ma avere le due frecce unite come una volta aiuta a fare centro sul bersaglio: dopo questo massacro ai giallorossi, sembra tornato di colpo davvero vicino.

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