Torino, scossa Njie: potente e duttile per un'energia nuova nell'attacco granata

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Come punta o da esterno, lo svedese tra i migliori nelle ultime quattro gare. Ora cerca il gol

Simone Battaggia

Giornalista

14 maggio - 12:26 - MILANO

Compie ventun’anni oggi, ma il regalo se lo sta facendo da un po’. Alieu Njie è tra le note più interessanti del finale di stagione granata. Nelle ultime quattro partite ha sempre giocato, Roberto D’Aversa l’ha inserito nelle rotazioni di un attacco che cambia spesso assetto e lui ha fatto vedere duttilità e voglia di mettersi in mostra. Non ha ancora segnato, ma venerdì sera contro il Sassuolo ci è andato davvero vicino e c’è la sensazione che la sua freschezza potrà essere un’arma importante nelle ultime due gare di campionato, a Cagliari e nel derby dell’ultima giornata contro la Juventus.

esuberante

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Arrivato a Torino quando aveva 16 anni, prelevato dal Forssa nella quinta divisione svedese, di fatto Njie è cresciuto nel settore giovanile granata. Attaccante di grande fisicità, con un’esuberanza da gestire e da sfruttare, ha esordito in Serie A nella scorsa stagione, segnando il suo primo gol già alla terza presenza — decise la sfida contro il Como del 25 ottobre 2024 — e trovando una certa continuità nella fase centrale dello scorso campionato, anche come esterno di sinistra nel 4-2-3-1 che venne utilizzato durante il girone di ritorno. Nonostante le 14 presenze in 15 partite messe insieme tra ottobre e febbraio, però, Njie non partì mai titolare, e quando avrebbe potuto trovare maggiori spazi venne fermato dalla frattura a un malleolo patita contro l’Atalanta, che lo costrinse a un intervento e gli fece saltare il resto della stagione.

attesa

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Il nuovo campionato doveva essere il momento del riscatto, e invece Njie ha dovuto attendere ancora. Una noia muscolare in piena estate non gli ha permesso di farsi trovare pronto all’inizio della Serie A, poi il passaggio da un assetto che sembrava più adatto a lui — il 4-2-3-1 — al 3-5-2, ha ridotto al minimo le possibilità di mettersi in mostra. Dopo le poche manciate di minuti passate in campo nelle sconfitte del girone d’andata contro Parma e Como, lo svedese ha dovuto aspettare il nuovo anno prima di avere una chance reale. Quando è arrivata l’ha sfruttata subito: il 4 gennaio, a Verona, il nazionale under 21 svedese ha cambiato la partita in un quarto d’ora scarso, entrando al 38’ della ripresa, prima con l’assist per il gol del 2-0 di Casadei e poi con lo splendido assolo per il 3-0 finale. Una prestazione che tre giorni dopo gli è valsa la prima da titolare in assoluto in Serie A, in casa contro l’Udinese, ma che poi nei turni successivi si è dissolta in un impiego via via sempre più limitato.

duttile

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La svolta è arrivata nell’ultimo mese, con Roberto D’Aversa. Il 19 aprile, a Cremona, è entrato a metà ripresa al posto di Simeone e ha mostrato tanta voglia, senza trovare il guizzo giusto. È andata meglio contro l’Inter, quando è stato schierato sulla destra, nel 4-2-3-1 tutto offensivo che ha permesso ai granata di rimontare da 0-2 a 2-2. A Udine, il 2 maggio, una ventina di minuti scarsi ancora al posto di Simeone, con la solita dimostrazione di freschezza e voglia di combattere. Un atteggiamento premiato nel weekend scorso con la titolarità contro il Sassuolo, questa volta a fianco del Cholito nel 3-4-1-2: il colpo di testa con doppia traversa ha mostrato le sue doti aeree, l’errore commesso sul cross di Lazaro ha sottolineato quanto abbia ancora bisogno di fare esperienza, ma in generale nell’ora passata in campo è stato tra i granata più pericolosi. A destra come a sinistra o al centro dell’attacco, Njie aspetta solo nuove occasioni per farsi notare.

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