Torino, Pedersen scatta: ha convinto Abate e punta il Milan

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Al debutto in Coppa Italia subito un assist per Simeone. È un uomo chiave per il gioco dell'allenatore

Buona la prima per questo ragazzo rientrato dal Polo Nord da appena un paio di settimane. Il Mondiale con la sua Norvegia gli ha allungato il periodo delle vacanze: Marcus Pedersen è stato l’ultimo a rimettere piede al Filadelfia, ma domenica - alla prima serata in Coppa Italia - è stato il primo ad aprire il gas. È stato un debutto stagionale in Coppa con il fiocco: è suo, infatti, l’assist del gol-qualificazione di Simeone. "Prima vittoria e primo assist, sempre forza Toro", commenta Pedersen sui social. Da lui Abate ha ricavato tante, interessanti, annotazioni: non solo per l’assist, il suo è stato un buon debutto in vista della prima giornata di Serie A di domenica sera (alle ore 20.45) contro il Milan di Amorim.

alta compatibilità

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Forse non era nemmeno necessaria la sfida dei trentaduesimi di Coppa Italia contro la Carrarese per osservare, capire, comprendere quanto un esterno con le caratteristiche di Pedersen sia molto compatibile con il calcio immaginato da Ignazio Abate. L’allenatore del nuovo corso torinista sta preparando un Torino (qui la fanta-scheda del club) che sia sì capace di palleggiare e di elaborare un calcio divertente, ma nella sua ideale espressione di squadra un ruolo fondamentale è ricoperto proprio dagli esterni a tutta fascia. Gli piacciono coraggiosi, di grande corsa, capaci di difendere e di lanciarsi in attacco con una bella cavalcata: sono esattamente le qualità di questo ventiseienne norvegese che, lo scorso anno, alla seconda stagione col Toro è stato protagonista di una buona annata, spezzettata solo nel cuore dell’inverno da un piccolo acciacco che, però, non gli ha impedito di avere una completa regolarità.

premesse

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Pedersen è stato l’ultimo a rientrare al Filadelfia tra coloro che appartengono al blocco dei giocatori storici del Toro. Ha, quindi, saltato completamente il ritiro estivo a Pinzolo, al Filadelfia è sbarcato il 3 agosto: in queste due settimane ha svolto una preparazione intensa sul piano fisico nel centro sportivo granata insieme ai preparatori. Ha davanti a sé altri cinque giorni di lavoro preziosi prima di arrivare al faccia a faccia con il Milan sorretto da un buon stato di forma. Prima della Coppa, aveva nelle gambe solo uno spezzone nel secondo tempo dell’amichevole di Avellino. Ma alla prima partita che è contata davvero Abate non ha esitato un minuto a lanciarlo da titolare: la risposta è stata molto soddisfacente. Già detto dell’assist, su quella corsia il Toro ha avuto una spinta costante. Rispetto all’estate, naturalmente, con Pedersen è cambiato il volto della fascia destra.

FRECCE

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L’incastro sui lati del Toro appare, ad oggi, ben assortito. Perché l’orientamento di Ignazio Abate sembra abbastanza delineato. I pensieri del tecnico sono tutti rivolti alla prima notte di campionato contro il suo ex Diavolo e allora tutto lascia presupporre che, sulla destra, l’allenatore granata si affiderà all’esperienza e alla solidità nel ruolo di Pedersen, mentre dall’altra parte – sulla corsia mancina – Abate libererà la gioventù e la sfrontatezza del diciannovenne Cacciamani al quale il Toro sta per concedere una grande opportunità nel pieno di un percorso di formazione da completare rapidamente. Due frecce interessanti e, sulla carta, con un buon potenziale di qualità. Il rientro di Pedersen ha dato al tecnico un’arma in più.

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