Tolkien, studioso Cilli: "Amava Dante e Venezia, colpito da spiritualità di San Francesco"

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Il documentario 'Dalla Terra di Mezzo all'Italia- Un viaggio inaspettato' sarà presentato il 18 marzo nell'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati

Un racconto inedito e sorprendente dedicato ad uno degli autori più amati di sempre, definito da George R. R. Martin 'una montagna che si staglia su ogni altra opera di fantasy scritta prima e dopo di lui". Un viaggio nelle emozioni e nelle parole di chi Tolkien lo ha letto, amato e studiato. Giornalisti, doppiatori, storici dell’arte, saggisti, frati francescani conventuali, cantautori, teologi e appassionati 'tolkieniani' accompagnano il telespettatore "in un viaggio corale e polifonico, a più voci, alla scoperta di Tolkien, della sua opera e della sua eredità culturale - spiega ancora Oronzo Cilli - attraverso le testimonianze, tra le altre, del compositore e musicista Angelo Branduardi, del direttore dell'Osservarorio Romano Andrea Monda, di Pino Insegno, la voce di Aragorn del 'Signore degli Anelli di Chiara Bertoglio, pianista, musicologa e teologa, di padre Guglielmo Spirito, frate francescano, originario di Buenos Aires, che ha ospitato per diversi giorni a Assisi ,nel 2007, la figlia di Tolkien, Priscilla".

Un ritratto complesso di un uomo. Padre premuroso di quattro figli e marito attento nella quiete della vita quotidiana a Oxford, studioso rigoroso e sub-creatore di un mondo secondario non ancora del tutto svelato. Una fede vissuta con discrezione, che ha pervaso l’intera sua esistenza e continua a parlare attraverso la sua narrazione. Il racconto si apre a un percorso nell’arte, nella musica e nel cinema, a un cammino inatteso nel rapporto con l’Italia, con le città di Venezia e Assisi.

"Venezia rappresentava per Tolkien la cultura, Assisi, la spiritualità. Lui cattolico e fervente praticante, vedeva in Francesco il simbolo, l'incarnazione della vera chiesa. Un film, 'Termpo d'estate', diretto da David Lean, ambientato nella città dei dogi, aveva invece avuto un grande successo in Inghilterra. Tolkien era stato a Venezia nel '55, città di acqua e canali, 'splendidamente elfica', l'aveva definita, aveva visitato la mostra su 'Giorgione e i giorgioneschi', il Palazzo Ducale, l'Isola di Torcello e soprattutto rimase colpito, lui amante dell'opera lirica, dal 'Rigoletto', che vide all'aperto, prodotto dalla Fenice. Era la prima volta che vedeva l'opera italiana dal vivo".

Ed a proposito di Dante ha ricordato ancora Oronzo Cilli: "Tolkien possedeva un'edizione di Dante commentata da Attilio Momigliano, lo considerava un grandissimo intellettuale e in un documento prezioso e inedito, che ho scoperto a Oxford, Tolkien scriveva, 'non mi posso paragonare a Dante, ma sicuramente quest'ultimo è molto più importante di Geoffrey Chaucer, l'autore dei Canterbury Tales'".

Il documentario esplora, dunque, il dialogo tra l’opera di Tolkien e il pensiero contemporaneo. Da Papa Francesco all’interesse per Dante Alighieri testimoniato dall’adesione alla Oxford Dante Society. Non a caso il 25 marzo si celebrano insieme il Dantedì e il Tolkien Reading Day. Spazio anche al lavoro di doppiaggio della trilogia cinematografica di Peter Jackson 'Il Signore degli Anelli' e alla singolare impresa di chi, in Italia, sta cercando di ricostruire la Contea. Al centro del racconto c’è lui, sempre lui, J. R. R. Tolkien, l’uomo che ha dato voce alle cronache della Terra di Mezzo, un mondo che milioni di lettori continuano ancora oggi a percorrere in lungo e in largo. Il documentario è ispirato al libro 'Tolkien e l’Italia' firmato da Oronzo Cilli, curatrore anche della mostra 'Tolkien Uomo Professore Autore'.

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