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Foto segnaletiche, macchine sfasciate, operazioni, infortuni, mogli infuriate e fratellastri tenuti lontani. E adesso arriva il Masters...
C’è una sola parola che si può usare per descrivere la situazione: tristezza. Fa tristezza ascoltare le ultime notizie su Tiger Woods coinvolto nell’ennesimo incidente d’auto, fa tristezza apprendere che ancora una volta è colpa sua, fa tristezza pensarlo in carcere per otto ore, fa tristezza guardare la foto segnaletica, fa ancora più tristezza sapere che è la seconda in meno di dieci anni. Fa tristezza dover formulare due domande. La prima: Tiger, perché? La seconda: Tiger, ma chi sei davvero?


