Uno spettacolo controcorrente, la rivoluzione dei sentimenti, di un romanticismo che graffia, illumina le relazioni tra uomo e una donna, che racconta la complessità dell'animo umano. Grande successo ieri sera al Teatro Sistina di Roma per 'Ti sposo ma non troppo', lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Gabriele Pignotta con Vanessa Incontrada, Fabio Avaro, Siddharta Prestinari, già portato sul grande schermo nel 2014."Sono un cavaliere delle emozioni - scherza con l'Adnkronos Gabriele Pignotta -. In un periodo storico in cui tutto è business, followers, visualizzazioni sono rimasto in una bolla di romanticismo, che è incontro, innamoramento, struggimento, sofferenza, forse anche fatica, ma soprattutto godimento se si riesce a raggiungere la vetta, se si è combattuto per tenere in piedi la propria storia d'amore".
I protagonisti sono quattro individui che, superati i quarant'anni, si trovano a navigare in acque sentimentali inquiete, in un'epoca in cui nulla è più garantito. Andrea (Vanessa Incontrada) è una donna innamorata e madre devota, sconvolta dal tradimento del marito. Luca (Gabriele Pignotta), fisioterapista divorziato, si barcamena tra l'amore per sua figlia e le illusioni delle app di incontri. Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da 15 anni, affrontano una crisi matrimoniale che mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere sull'amore. In un intreccio brillante e sorprendente, le vite dei quattro si scontrano e si trasformano. Emozioni dimenticate riaffiorano, crisi esistenziali si intrecciano a risate spiazzanti, e gaffe esilaranti lasciano spazio a momenti di verità illuminanti.
Mentre tutto sembra precipitare verso una resa dei conti inevitabile, il desiderio di amare e sentirsi vivi si fa strada con forza, anche quando sembrava impossibile. E alla fine dello spettacolo una domanda: siamo davvero diventati inadatti a costruire relazioni stabili o l'amore stesso a richiedere un'evoluzione personale che non abbiamo il coraggio o il tempo di affrontare? "Si soffre, si gioisce - risponde Pignotta - al contempo si è leggeri, pesanti, ma posso assolutamente confermare che valga la pena inseguire le nostre passioni. Siamo un'umanità in piena mutazione, in piena trasformazione, ci stiamo abituando a goderci la vita il tempo di un reel. Un'illusione, a mio avviso, dobbiamo riuscire a superare i momenti di difficoltà, lo ripeto, che soddisfazione aver combattuto per tenere in piedi una grande storia d'amore".
"Una scrittura che mixa il linguaggio della commedia con l'obbligo di imporsi, di fronte alle situazioni, sempre con un sorriso - aggiunge - per sdrammatizzare, per utilizzare l'ironia come antidolorifico. In fondo sono un inguaribile romantico. Una carezza al cuore, una coccola dell'anima, un balsamo che ti scivola addosso".
E sull'attuale situazione del teatro italiano, Gabriele Pignotta non ha dubbi: "Siamo ancora molto indietro rispetto alle grandi capitali europee, Londra, Parigi, Madrid - sostiene -. Il desiderio di andare a teatro c'è, ma manca l'abitudine e una programmazione di spettacoli a lunga tenitura. Funzionano i grandi eventi, vedi Francesco Piccolo al Teatro Argentina di Roma, con il monologo dedicato al 'Gattopardo', ma è difficile far uscire le persone di casa la sera con spettacoli che cominciano alle 21. Lo capisco, è troppo tardi, è una battaglia personalissima che sto combattendo per poter alzare il sipario prima".
Tre ruoli in uno per Gabriele Pignotta. Autore, regista, attore, una trilogia spettacolare rara. "Non è così raro nel mondo del teatro - spiega- Woody Allen, Vincenzo Salemme, Carlo Verdone e, prima ancora Eduardo De Filippo, hanno sintetizzato e continuano a sintetizzare nella loro persona i diversi aspetti di quello che io considero uno stesso ruolo. Un artista in fondo è come un architetto. Immagina sulla carte e concretizza in scena, un flusso unico, ininterrotto, imprescindibile".
E sul futuro, dopo la lunga tournée che porterà 'Ti sposo ma non troppo' nei maggiori teatri italiani (al Sistina fino al 15 febbraio), una nuova sfida lanciata dal suo produttore, Walter Mramor del Centro di Produzione Artisti Associati. Gabriele Pignotta lavorerà ad un grande classico del repertorio shakespearino, 'La Commedia degli errori', una delle prime opere del Bardo, una delle pièce meno rappresentate.




