'Tensioni sui mercati per il jet fuel se la crisi persiste'

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L'Europa è a rischio "di condizioni restrittive" sui mercati energetici, in particolare sul jet fuel. Il gruppo di esperti Ue sul petrolio lancia un nuovo allarme sugli effetti del protrarsi della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran proprio mentre dal Medio Oriente rimbalzano le voci di un possibile accordo per una tregua a lungo termine. La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz "ha ripercussioni sia sul greggio sia su tutti i principali prodotti petroliferi, e tutti i Paesi dell'Ue sono interessati da questa situazione", hanno avvertito i rappresentanti della Commissione europea e dei 27 Stati membri durante la nuova riunione di monitoraggio sull'andamento dei prezzi e dell'approvvigionamento.


    Finora le ripercussioni si sono sentite soprattutto sui prezzi dell'energia e sulle forniture, senza però causare interruzioni concrete dell'approvvigionamento ai consumatori.
    L'allerta però resta alta, soprattutto in vista della stagione estiva alle porte. L'Ue importa circa il 40% del proprio fabbisogno di carburante per aerei e circa la metà di queste forniture transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Bruxelles ha istituito un osservatorio per i carburanti per monitorare l'offerta e le scorte disponibili nell'Ue. L'impatto sui numeri del turismo, almeno per ora, sembra limitato. Secondo le stime di Bruxelles, l'82% dei cittadini Ue prevede di viaggiare durante la primavera e l'estate del 2026: il livello più alto registrato dal 2020. Meno teso appare il quadro del gas. Per Bruxelles non "sussistono preoccupazioni immediate per la sicurezza dell'approvvigionamento" in vista dell'inverno.
    E gli esperti Ue restano fiduciosi di poter raggiungere livelli di stoccaggio fino all'80% entro la fine dell'estate, garantendo così adeguate forniture per la prossima stagione fredda. Diverso il quadro tracciato da Codacons dopo i dati Istat sulla fiducia dei consumatori. "Tra i comparti che registrano le performance peggiori si segnalano i servizi turistici, che a maggio segnano un crollo verticale dell'indice sulla fiducia, che passa da 122,1 di marzo a 101,2 di maggio", ha spiegato il Codacons.
    Nel frattempo, Bruxelles è al lavoro per allentare il quadro normativo sulle importazioni di metano, per non compromettere la sicurezza energetica nel contesto della guerra in Medio Oriente.
    Con una raccomandazione, l'esecutivo europeo dovrebbe sospendere temporaneamente le sanzioni per le violazioni degli obblighi previsti per il 2027, il 2028 e il 2029, ad eccezione dei "casi di violazioni fraudolente su larga scala", si legge nella bozza al vaglio di Bruxelles. L'attuale crisi in Medio Oriente rischia di avere "ripercussioni negative profonde e durature sui mercati energetici globali ed europei", ammette, stimando il coinvolgimento di circa il "20% dell'offerta mondiale di Gnl e il 25% del commercio marittimo globale di petrolio".
   

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