Tennis: Sabalenka non ferma le proteste sui montepremi, 'è ora di sederci a un tavolo'

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Il rialzo del montepremi di Wimbledon non placa le proteste dei big del tennis mondiale, che nei primi incontri con i media hanno limitato il tempo dedicato alla stampa. "È un ottimo inizio che abbiano aumentato il montepremi.
    Ma se si guarda agli ultimi 10 anni, se lo si paragona al 2016, è più o meno lo stesso", ha detto la numero uno al mondo Aryna Sabalenka, parlando con i giornalisti. "Spero davvero - ha aggiunto - che riusciremo finalmente a sederci al tavolo e a portare a termine la questione, arrivando a una conclusione che renda tutti contenti. Spero che non dovremo più farlo", ha concluso riferendosi alle proteste.
    Il braccio di ferro riguarda le ricompense dei quattro tornei degli Slam, che per i tennisti non crescono di pari passo con l'aumento degli introiti. E questo nonostante gli organizzatori di Wimbledon abbiano aumentato il montepremi complessivo del 20% rispetto a un anno fa, portando il montepremi complessivo a 64,2 milioni di sterline (circa 74,5 milioni di euro). Non basta, secondo la campionessa bielorussa che chiede l'apertura di un negoziato tra i giocatori e i vertici del torneo: la somma vale circa il 15% del fatturato del torneo, contro il 16% chiesto dai tennisti. I dirigenti dell'All England Club si sono dichiarati "sorpresi e delusi" dalla protesta, chiarendo di aver proposto l'istituzione di un consiglio dei giocatori.
    "Lo facciamo per il tour, non lo facciamo per noi stessi. Lo facciamo per il resto dei giocatori che faticano anche solo ad assumere un coach", ha detto Sabalenka replicando alle accuse di avidità. "Non è una vita facile per i giocatori che sono più in basso nel ranking - ha proseguito -. Quindi lo facciamo per loro. Sono più che sicura che il pubblico ci capisca".
    A favore della protesta c'è il gotha del tennis mondiale, a partire - oltre che da Jannik Sinner - anche dall'americana Coco Gauff: "Non ho avuto nessuna esitazione. Penso che, per quanto mi riguarda, accogliamo con favore e apprezziamo l'aumento. È comunque sotto i livelli del 2016, sotto il 16% che stiamo chiedendo".
   

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