Nelle prove libere, Hamilton e Leclerc hanno avuto a disposizione una monoposto che dava loro assoluta fiducia. La Rossa ha così la seria opportunità di puntare alla pole position per poi giocarsi al meglio le proprie chance di successo. Non solo domenica...
Paolo Filisetti
5 giugno - 21:00 - MILANO
La naturale evoluzione a livello di aderenza, del tracciato di Monaco, in teoria, imporrebbe cautela nell’analizzare la prestazione della Ferrari. Ma in FP2 è stata perentoria la conferma dello stato di forma della SF-26 su questo tracciato, rispettivamente con Hamilton e Leclerc primo e secondo separati da un decimo, seguiti da Max Verstappen ottimo terzo a meno di un decimo dal monegasco. La prestazione di entrambe le SF-26 nella seconda sessione su una pista dove le performance della power unit non sono determinanti, ancor meno quest’anno, considerando i limiti imposti dalla Fia all’erogazione della potenza elettrica per motivi di sicurezza e il divieto di utilizzo dello straight mode (aerodinamica attiva).
telaio
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Di fatto è diventata una discriminante esclusiva a livello prestazionale, la bontà del telaio (leggi bilanciamento e la precisa determinazione dell’assetto dinamico). Osservando da bordo pista in vari punti del tracciato nel comportamento di entrambe le Ferrari colpiva la precisione di inserimento in curva, sia nei tratti caratterizzati da cambi di direzione in sequenza, sia in uscita dai tornanti, garantita da un’ottima trazione. Hamilton e Leclerc, in pratica, disponevano di una monoposto che dava loro assoluta fiducia. Tradotto, una precisione millimetrica di inserimento in curva nei punti in cui era necessario sfiorare il guard rail.
rivali
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A livello visivo, da bordo pista, era palese quanto il comportamento dinamico della SF-26 non fosse replicato dalle vetture rivali, non dalla Mercedes ed ancora meno dalla McLaren, in preda a un equilibrio lontanissimo dalla perfezione e preoccupanti problemi di affidabilità. Il significato profondo di quanto emerso nelle prime due sessioni di prove libere non è solo legato alla realistica possibilità di replicare la prestazione nella qualifica. Infatti ha una valenza che può/deve essere estesa oltre i risultati che potranno essere ottenuti in questo fine settimana. Il telaio della SF-26, pare corretto ribadirlo, senza alcun timore di smentita, è attualmente il migliore sullo schieramento, le prime due sessioni di prove libere lo hanno dimostrato senza incertezze. Ciò induce a pensare che nonostante il tracciato del Principato sia un unicum in calendario, la SF-26 possa, se sostenuta anche da prestazioni adeguate della Power unit, dimostrarsi altamente competitiva su altre piste.
situazione
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L’attesa per l’assegnazione degli "aduo", da parte dei tecnici della scuderia pare dunque ampiamente giustificata, sapendo di disporre di una vettura che con un gap ridotto rispetto alla PU Mercedes potrebbe assumere un ruolo di vera antagonista delle W17 di Antonelli e Russell. Non si tratta di speranza vana o ottimismo da tifosi, non suffragato da elementi concreti. La perentorietà con cui la SF-26 ha imposto un ritmo sul giro secco, ma anche ottenuto un passo gara non replicabile da Mercedes, McLaren e neppure dalla Red Bull di Verstappen, non può essere derubricato a irrilevante. La Ferrari ha la seria opportunità di puntare alla pole position per poi giocarsi al meglio le proprie chance di successo domenica. Crederci è d’obbligo, tanto quanto provarci.


