Le parole dell'azzurra dopo la medaglia nel big air femminile: "Non riuscivo a crederci, ho tentato un salto mai provato prima pur di salire su questo podio. Questo successo la divido a metà con mio fratello Miro"
Tutto o niente. Così Flora Tabanelli ha vissuto la sua prima finale olimpica a diciotto anni, quella che le è valsa un bronzo nel big air femminile, la prima medaglia azzurra della storia di questo sport: "Non riesco a crederci – ha ammesso – spero che questo risultato sia di ispirazione ai ragazzi che si approcciano alla mia specialità. Per me è un sogno che si realizza, sono arrivata in finale con la voglia di dare tutto: ho provato un salto, il 1620 all’ultima run, che forse avrò fatto due volte lo scorso anno in tutto. Non lo sentivo sicuro come salto, ma volevo tentare il tutto per tutto perché se non si fa così a una finale olimpica, quando lo si fa?".
il tutore di titanio
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E il massimo Flora lo ha richiesto anche al suo fisico, acciaccato da un infortunio che lo scorso novembre le ha procurato la lesione del legamento crociato del ginocchio destro: "Nella finale indossavo il tutore di titanio che mi aiuta a controllare il ginocchio che comunque è rotto, quindi bisognava prevenire altri infortuni – ha spiegato – credo di non essermi mai abituata fino in fondo a questo tutore, che comunque è qualcosa che infastidisce perché entra nello scarpone e non mi fa sentire del tutto a mio agio". Un male necessario, per Tabanelli, che adesso potrà dedicarsi al cento per cento al suo ginocchio: "Questa è stata la mia unica gara del 2026. Prima ero infortunata, quindi non ho fatto altre competizioni, e dopo questi Giochi mi opererò per poter tornare più forte alla prossima stagione". A supportarla in questi mesi difficili e complicati sicuramente c’era il fratello Miro, anche lui qualificato ai Giochi nel freestyle, e i genitori: "Mamma e papà ci hanno fatto crescere nella natura – ha spiegato – che è stata una grande fortuna perché lì è nato il mio amore per questo sport. Vederli all’arrivo è stato davvero unico. Alla fine ho abbracciato mio fratello Miro, perché metà di questa medaglia è sua. Ci ha messo il cuore, ha dato tutto per aiutarmi in questo periodo dopo l’infortunio. Non ci siamo detti molte parole io e la mia famiglia dopo la medaglia. Un abbraccio è bastato". Chi invece Flora non ha ancora sentito è il suo mito d’infanzia e amico di famiglia, Alberto Tomba: "Non ho ancora guardato il telefono quindi non ci siamo ancora parlati ma ho sentito la sua vicinanza in queste Olimpiadi".

