Surf, il nuovo sistema di qualificazione per Los Angeles 2028 nasce tra polemiche

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Meno slot assegnati alla World Surf League, cresce il peso degli eventi della Isa. Il presidente Fernando Aguerre: “Riflette il nostro impegno per assicurare che i migliori surfisti gareggino a Los Angeles 2028”

Antonio Muglia

12 marzo 2026 (modifica alle 23:20) - MILANO

Onde e polemiche: non capitava da molto un tale polverone internazionale nel surf da onda. Motivo? Il nuovo sistema di qualificazione alle Olimpiadi che riduce i posti disponibili per il tour professionistico (privato) della World Surf League e assegna maggior peso agli eventi delle federazioni internazionali. In un ambiente generalmente tranquillo, e dove problemi e dissensi sono limitati, la fiammata delle settimane scorse è stata del tutto inusuale. L’Isa, l’International Surfing Association, ha infatti proposto al Comitato olimpico internazionale e ottenuto l’approvazione del nuovo sistema di accesso ai Giochi: 24 uomini e 24 donne gareggeranno sullo spot di Trestles in California per Los Angeles 2028, ma solo dieci di loro (cinque per genere) si potranno qualificare dal tour Wsl. Un deciso cambio di passo rispetto ai 18 atleti (dieci uomini e otto donne) qualificati dal tour per Parigi 2024 e Tokyo 2020. Per i giochi americani ci saranno altri dieci posti a disposizione dagli Isa World Surfing Games del 2028 e numerosi altri slot grazie alle gare continentali come gli Asian Games, i Pan American Games e ancora – novità assoluta per il vecchio continente – con il campionato europeo del 2027 che assegnerà due slot. Aumenta anche il numero di atleti che possono rappresentare la propria nazione, da due a tre.

apriti cielo

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La notizia è deflagrata negli ambienti alcuni giorni fa, ma non tutti l’hanno presa bene. Moltissimi atleti del tour, a partire da Leonardo Fioravanti, ormai un veterano, hanno criticato apertamente il cambio di passo con interventi pubblici e interviste. Lo stesso amministratore della Wsl, Ryan Crosby, ha espresso profondo rammarico non solo per il nuovo sistema, ma anche per non essere stato consultato. Di più: la Isa, a detta sia di Crosby sia di diversi atleti, ha volutamente ignorato ogni tentativo di comunicazione sul tema nei mesi scorsi. Dall’altro canto, a supporto del presidente Fernando Aguerre e della Isa sono corse numerose federazioni nazionali, Fissw compresa, che ha indicato come i nuovi criteri rispecchino “i principi del movimento olimpico: meritocrazia, pari opportunità, più rappresentanza di tutti i continenti”, un concetto ribadito dai vertici dell’Isa più volte, nonché dai rappresentanti degli atleti come Justine Dupont e anche dall’australiana Sally Fitzgibbons, vice presidente in Isa ma anche lei una veterana del tour Wsl. Il presidente della Federazione italiana surfing, sci nautico e wakeboard Claudio Ponzani si è però anche detto sicuro “che l’ISA ed il CIO continueranno ad operare per lo sviluppo del movimento surfistico, bilanciando il percorso olimpico con le esigenze degli atleti professionisti e della Wsl”.

un nuovo dialogo

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Passata la bufera, le onde sono tornate apparentemente più regolari nei giorni scorsi dopo le spiegazioni di Aguerre, che ha meglio chiarito alcuni concetti che forse erano sfuggiti ai più. Se infatti da un lato molti atleti saranno costretti a partecipare alle gare dell’Isa, da sempre snobbate dai professionisti, dall’altro i tre slot massimi per nazione consentiranno alle corazzate di avere più rappresentanti e quindi più chance di salire sul podio. Stati Uniti, Brasile, Australia, che rappresentano le maggiori potenze, potranno avere più di due atleti in batteria. Ugualmente, la gara panamericana, l’asiatica e il campionato europeo, consentiranno di avere atleti non necessariamente nel Championship Tour della World Surf League. Proprio la Wsl meriterebbe un capitolo a parte. Lo stesso Fioravanti, qualificato nelle scorse edizioni grazie ai suoi risultati, ora dovrebbe trovarsi tra i primi cinque in classifica a metà giugno del 2028, la data indicata dall’Isa e dal Cio per staccare il passo olimpico tramite Wsl, oppure dovrà guadagnarsi il posto ai World Surfing Games o agli Europei. Il tour continuerà a essere ovviamente centrale per la vita dei professionisti, ma non è più la via di accesso prioritaria per le Olimpiadi, un palcoscenico al quale il surf ormai si sta abituando, ottenuto però grazie alla tenacia della Isa e del suo ormai trentennale presidente Aguerre. Un fatto che non piacerà alla lega di proprietà americana, e che costringerà gli atleti a sforzi extra in termini di programmazione delle gare e di viaggi. E che dovrà riportare però presto anche al tavolo delle contrattazioni proprio la Isa e la Wsl, quantomeno per evitare che le date dei contest più importanti non si accavallino.

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