La leggenda Nba, grande appassionato di calcio: "Orgoglioso di quello che ha fatto il mio Canada, ora tifo Inghilterra. E colloco Kane tra i primi 3 calciatori inglesi di sempre"
Simone Sandri
5 luglio - 09:11 - MILANO
Il più grande sportivo nella storia del Canada, insieme a Wayne Gretzky, è un grandissimo tifoso di calcio, oltre a essere un due volte Mvp della Nba. L’Hall of Famer Steve Nash ha il soccer nel sangue, grazie ai geni del padre, inglese di Tottenham con un passato da calciatore semi-pro, e questi Mondiali li sta vivendo intensamente. Il suo cuore si divide tra il Canada, naturalmente, e l’Inghilterra, squadra che tifa (insieme agli Spurs ora guidati da De Zerbi) da sempre. "Sono orgoglioso di quello che ha fatto la squadra, peraltro contro un avversario di grandissimo livello. Abbiamo dei rimpianti legati soprattutto all’infortunio di Koné e alle condizioni di Alphonso Davies, ma alla fine bisogna fare i complimenti a tutti. A me onestamente il Marocco ha impressionato tantissimo in questo Mondiale, penso che giochi un calcio totale davvero bello e abbia grandi individualità".
Steve Nash
ex playmaker Nba
Classe 1974, in Nba dal 1996 al 2014, è stato Mvp del campionato nel 2005 e nel 2006. Otto volte All Star
Quale resta il suo più bel ricordo di questo Mondiale del Canada?
"Probabilmente la partita con la Svizzera a Vancouver, non tanto per quello che è successo in campo, visto che abbiamo perso, ma per l’entusiasmo e lo straordinario pubblico che ha accompagnato quel match. Vedere 55.000 spettatori sulle tribune del BC Place con un tifo splendido è stato bellissimo, non lo dimenticherò facilmente. La crescita del calcio in Canada negli ultimi anni è stata esponenziale e l’interesse con il quale così tanti tifosi hanno seguito la Nazionale ne è la dimostrazione. Alla fine bisogna fare i complimenti a tutta la squadra, a livello di puro talento questa è sicuramente la miglior generazione della storia del calcio canadese e anche l’allenatore Jesse Marsch ha fatto un lavoro eccellente".
Adesso le resta l’Inghilterra…
"Sì, anche se giocare all’Azteca contro il Messico sarà complicatissimo. Kane ovviamente arriva da una stagione straordinaria e sta facendo benissimo anche al Mondiale. A mio avviso se non è il miglior giocatore inglese di tutti i tempi è sicuramente nella Top 3, è un attaccante incredibilmente versatile e non solo sa giocare per la squadra ma ha anche un’intelligenza calcistica fuori dal comunque. Una vera superstar. La squadra è solida ma quando non riesce a giocare negli spazi e in velocità va in difficoltà. A livello difensivo poi abbiamo ottime individualità ma a volte con la difesa a quattro facciamo fatica. Resta comunque una squadra da prendere con le molle per tutti".
L’ha impressionata invece la nazionale americana?
"Molto. Dopo un paio di anni complicati adesso stanno facendo benissimo. Giocano un calcio propositivo, spesso riescono anche a dominare le partite, hanno atletismo e talento e hanno anche acquisito un consapevolezza nei propri mezzi che li sta aiutando tantissimo. Penso che possano battere il Belgio, se dovesse capitare poi ovviamente nei quarti contro Spagna o Portogallo vincere sarebbe complicatissimo".
Simpatizza per gli Usa non solo perché abita da anni negli Stati Uniti, ma anche per la presenza di Pochettino, ex allenatore dei suoi Spurs, giusto?
"Sì, naturalmente spero che gli Usa arrivino il più lontano possibile in questo Mondiale, adoro Pochettino ma ho anche diversi amici in squadra, ragazzi come McKennie, Weah, Gio Reyna per esempio che hanno partecipato allo Showdown, la partita di calcio tra stelle del Soccer e della Nba che da anni organizzo a New York ogni giugno. Sono molto contento che la squadra sia facendo così bene. Il gruppo mi piace molto, riescono ad andare oltre i loro limiti e stanno conquistando tutti i tifosi e simpatizzanti del soccer negli Stati Uniti. Tornando a Mauricio, è un allenatore straordinario che ho conosciuto diversi anni fa a Londra, adesso la squadra gioca il suo calcio fatto di atletismo, velocità e intensità. Credo che gran parte del merito del successo di questa sorprendente nazionale americana sia suo".
Che Mondiale è secondo lei?
"Bellissimo, con tanto pathos e di qualità molto elevata. Negli Stati Uniti la gente sta impazzendo, è bellissimo vedere quanti nuovi appassionati si stiano avvicinando in questo momento al calcio. Il soccer sta unendo, almeno per il Mondiale, un Paese che in questo momento purtroppo è molto diviso, è bello vedere anche come vengano accolti i tifosi delle tante nazioni presenti, credo che sia un messaggio che va al di là dello sport".
C’è anche qualcosa che non le sta piacendo?
"Se devo essere sincero non mi fa impazzire come viene applicato il protocollo Var. Non voglio criticare gli arbitri ma mi sembra che, quando si tratta del Var, non considerino l’intera dinamica dell’azione ma solamente un singolo frame per prendere poi decisioni che io definisco 'da libro di testo'. A me non piace molto. Se prendiamo per esempio il caso dell’espulsione di Balogun, onestamente lo trovo folle. Si capisce chiaramente che non ci sia l’intento di far male, è una dinamica palesemente fortuita, priva di intensità. Non so come si possa estrarre un rosso per un intervento del genere".


