L'attore: 'Quando ricevi tanto nella vita è molto importante restituire qualcosa agli altri'
31 maggio 2026 | 18.02
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Una standing ovation ha accolto Matthew Modine al Teatro “Umberto Giordano” di Foggia ospite d'onore di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini. Nel ricevere il Premio Speciale 2026 per il valore artistico e umano, Modine ha parlato del valore della condivisione e della responsabilità verso le nuove generazioni: «Quando ricevi tanto nella vita, come è successo a me, è molto importante restituire qualcosa agli altri».
Durante i giorni del festival (dal 28 al 31 maggio), Modine ha partecipato a una masterclass, dialogato con gli studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Foggia e condiviso riflessioni sul ruolo dell'arte, della memoria e della pace. Parlando di "Birdy", il film di Alan Parker proiettato durante la kermesse diretta da Luciano Toriello, ha spiegato quanto il film sia per lui importante. Modine ha spiegato come il significato delle opere cambi nel tempo come chi le guarda: «Quando ascolti un brano musicale a vent'anni e poi lo riascolti a venticinque, ha un significato diverso. Per me oggi questo film significa qualcosa di diverso rispetto a quando lo realizzai».
L'attore statunitense ha poi affrontato il tema della guerra, centrale in molte delle opere che hanno segnato la sua carriera, da "Birdy" a "Full Metal Jacket". «Da quando ero bambino, l'idea della guerra è stata presente nella mia vita. Mi sono chiesto perché continuiamo a essere così violenti e a cercare continuamente il conflitto», ha affermato, invitando all'ascolto e al dialogo come strumenti alternativi allo scontro.
Tra i passaggi più significativi del suo intervento, la riflessione sul destino comune dell'umanità. Ricordando la missione spaziale Voyager, Modine ha osservato: «Non abbiamo trovato nessun altro pianeta dove vivere. Questo dovrebbe insegnarci a prenderci cura della Terra, a proteggere gli oceani e l'aria che respiriamo».
Davanti al pubblico del festival, Modine ha fatto una riflessione sul concetto di coscienza collettiva. «Quando siamo seduti insieme in una sala cinematografica e condividiamo la visione di un film, stiamo condividendo qualcosa di più profondo: una consapevolezza comune. È ciò che facevano i nostri antenati attorno al fuoco».
Nel suo discorso conclusivo, Modine ha, inoltre, ricordato gli insegnamenti di Stella Adler, sua grande maestra di recitazione, alla quale attribuisce una parte fondamentale della propria formazione. «Il novanta per cento di coloro che vogliono fare gli attori o i registi probabilmente non avrà successo. Ma non è questo il punto. Il punto è continuare a raccontare storie e condividere ciò che si è imparato». Stella Adler un giorno mi disse: «Forse non ti insegnerò a diventare una star del cinema, ma se sarò fortunata ti insegnerò a essere un essere umano migliore».
Il Premio Speciale Mònde è stato assegnato a Matthew Modine non solo per il suo percorso artistico internazionale, ma anche per la disponibilità umana dimostrata durante il festival in un dialogo diretto e autentico con il pubblico e gli studenti presenti al festival. Il festival termina all’insegna del tutto esaurito.
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