La squadra di D'Angelo, tornato sulla panchina dopo i mesi affidati a Donadoni, è attesa da un mezzo miracolo: nelle quattro giornate che mancano deve affrontare il Sudtirol e poi è atteso da Catanzaro, Venezia e Pescara, tutte formazioni che si giocano qualcosa fra lotta salvezza e Serie A
Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della Serie B. Lo ha imparato a proprie spese lo Spezia. Non più tardi di un anno fa i bianconeri veleggiavano ai primissimi posti, garantendosi la medaglia di bronzo alla fine della regular season che assomigliava a una discreta investitura per i playoff: chiudere terzi, di solito, significa quantomeno coltivare ottime speranze di giocarsi tutto nella finalissima per la A. E in effetti lo Spezia all’ultimo atto ci è arrivato, perdendo però con la Cremonese la sfida per la promozione. Un anno dopo lo scenario si è assurdamente ribaltato: i liguri barcollano all’ultimo posto, a -4 dai playout. Dall’illusione del ritorno in A al clamoroso salto all’indietro: scenario che vissero anche a Trapani, quasi dieci anni fa.
il trapani in C
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In Sicilia, dieci anni fa, qualcuno fece come gli indiani sul Sand Creek nella canzone di De André: sognò talmente forte che gli uscì sangue dal naso. E come si faceva a non sognare, dopo una regular season da 73 punti? Anno Domini 2015-16, il Trapani chiudeva al terzo posto (dietro alle imprendibili Cagliari e Crotone) e si apprestava a giocare i playoff da favorita per un clamoroso salto in Serie A. Con un finale amarissimo: la sconfitta all’ultimo atto col Pescara. Quella sfida ci regalò una delle istantanee più belle degli ultimi anni: il tecnico biancazzurro Massimo Oddo che consolava un disperato Serse Cosmi, condottiero dei siciliani. Il Trapani incassò la beffa e un anno dopo si trovò a… retrocedere in C: stagione maledetta, la successiva, segnata da due cambi di allenatore e dalla tentata rimonta di Alessandro Calori nelle ultime giornate. Tutto inutile: i siciliani si ritrovarono al piano di sotto dopo la sconfitta all’ultimo turno sul campo del Brescia, col tecnico che arrivò a dire che “le abbiamo provate tutte per ribaltare una situazione che sembrava senza speranza. Sarà difficile metabolizzarla”. Lo è stato eccome: il Trapani in Serie B è tornato per una stagione sola, nei dieci anni successivi, e oggi è addirittura a un passo dai Dilettanti.
incubo spezia
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E poi c’è lo Spezia, dieci anni dopo. Le analogie con il biennio da montagne russe del Trapani sono parecchie. A cominciare dal terzo posto alla prima stagione: lo scorso anno i bianconeri hanno chiuso con 66 punti in 38 gare, mettendo il muso davanti alla Cremonese che però alla fine ha avuto la meglio nella finale playoff. E così i liguri hanno dovuto ricominciare ancora dalla Serie B. Vivendo, come il Trapani, due cambi di allenatore: prima a Luca D’Angelo è subentrato Roberto Donadoni, poi in panchina è tornato lo stesso D’Angelo. Ma la scossa salvezza non è mai arrivata: oggi la squadra è ultima a quota 30 (e in città ricordano che in trenta edizioni di B, lo Spezia non è mai arrivato all’ultimo posto: come dire di salvare almeno l’onore) a -4 dai playout. Più che un’impresa serve un miracolo, se è vero che il calendario non aiuta: nelle quattro giornate che mancano D’Angelo deve affrontare il Sudtirol e poi è atteso da Catanzaro, Venezia e Pescara. Tutte formazioni che si giocano qualcosa di pesante, fra lotta salvezza e sogno Serie A.



