Spalletti ha un'arma segreta: il pressing. Ma la Juve non riesce a trasformarlo il gol: i motivi

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I bianconeri sono la squadra con più recuperi offensivi in Serie A e con più tiri conseguenti ai recuperi. Quasi mai, però, queste conclusioni si concretizzano...

Matteo Nava

Giornalista

20 marzo - 20:46 - MILANO

Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, Luciano Spalletti ha trasformato la Juventus. Lo dicono i risultati, è vero, ma soprattutto lo si è notato nella maniera in cui la squadra gioca a calcio, costruisce le azioni e interpreta anche la fase di non possesso. "I numeri non spiegano il perché" ama dichiarare l'allenatore bianconero, ma tra i dati di questo gruppo trasformato ce ne sono alcuni che lasciano intravedere un enorme margine di crescita e riguardano l'applicazione del pressing nella metà campo avversaria. La Signora lotta, recupera palloni in zona offensiva e arriva frequentemente al tiro, ma soltanto di rado riesce a segnare. Il "cosa" è sotto gli occhi di tutti, sul "perché" ci lavora quotidianamente il tecnico con il suo staff e la tessera sembra inserirsi perfettamente nel mosaico di una formazione che ancora non ha completato il suo lungo processo di miglioramento.

Con il coltello tra i denti

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Partiamo dai dati che faranno piacere a Spalletti, numeri di cui può prendersi la paternità con orgoglio: considerando le prime 29 giornate di Serie A, nessuna squadra recupera tanti palloni offensivamente quanto la Juventus, 230, e nessuna riesce ad andare così tante volte al tiro come i bianconeri (54) dopo questi recuperi. Nella prima classifica la Signora è una delle tre squadre oltre quota 200 – le altre sono Inter e Roma –, ma è nella graduatoria delle conclusioni che i bianconeri sembrano non avere eguali: soltanto la capolista Inter (47) insegue a una distanza ragionevole, mentre tutte le altre si distribuiscono tra le 20 e le 31 conclusioni nell’arco del campionato a eccezione del Cagliari, ultimo a 15. Fuori dal campo minato dei numeri, l’atteggiamento della squadra è visibile a tutti i tifosi in quasi ogni partita: la Juventus non applica un pressing continuo e incondizionato, ma spesso sceglie quando esercitarlo e quando invece abbassare il baricentro. Il più delle volte cerca l'immediato recupero di palla dopo averne perso il possesso, sbriciolando il tempo a disposizione dei dirimpettai per costruire gioco e ostacolando così anche eventuali ripartenze: se il contro-scippo riesce, la squadra è quindi abile ad andare rapidamente alla conclusione cogliendo impreparati gli avversari, ancora in fase di riassestamento e con posizioni approssimate in campo. Con un fare famelico e attendista, da ragno velenoso, a volte la Juventus tende ad alzare lentamente il baricentro spingendo il giro palla avversario sempre più lontano dalla porta bianconera, per poi poi aggredire il portatore meno abile a caccia di una chiara occasione da gol.

La classifica

SquadraRecuperi offensiviTiri dopo rec. offensiviGol dopo rec. offensivi
Juventus230542
Inter224476
Roma218303
Como196305
Genoa192292
Lecce188243
Atalanta182311
Milan179282
Pisa179273
Bologna172265
Udinese170311
Verona170261
Torino165283
Napoli164281
Lazio155223
Sassuolo151294
Fiorentina150273
Parma146254
Cremonese125202
Cagliari105151

quanti margini

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La Juventus ha raggiunto soltanto con il tempo un alto livello di efficacia nei recuperi offensivi e spesso gli riesce meglio nei primi tre quarti di gara, quando insomma c’è più fiato nei polmoni. Per cambiamenti così radicali, l’automatismo e la mentalità innovata contano di più dell’efficacia nell’immediato, perché se si allena l’abitudine al pressing collettivo "intelligente", poi i risultati verranno da sé. Ecco, in quanto a frutti la Signora sta raccogliendo ancora pochissimo e i suoi due soli gol dopo recuperi offensivi sono tra i peggiori dati del campionato. Per esempio, l'Inter riesce già a capitalizzare: è seconda per recuperi offensivi e conclusioni post-recuperi ed è la migliore per gol dopo recuperi offensivi, segnando in media una rete ogni otto conclusioni di questo tipo. Ecco, la Juventus ha un tasso di finalizzazione decisamente minore, perché esulta una volta ogni 27 tiri creati dalla pressione alta. Quindi la lettura è doppia: nell’immediato alla Continassa ci si può mangiare le mani per un’arma segreta che ancora non porta i dividendi che potrebbe, ma in futuro – senza scomodare la solita questione degli attaccanti – questo cambio di mentalità potrebbe mettere il turbo alla Signora di Spalletti.

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