Spalletti e la Juve a due facce dopo il Genoa: con chi l'aveva il tecnico della Juve?

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"Dopo 6-7 mesi ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare”: ecco come il tecnico toscano intende far crescere tutti i suoi giocatori per un livello da top club

Giovanni Albanese

Giornalista

7 aprile 2026 (modifica alle 19:10) - MILANO

Spalletti non ha fatto giri di parole per ricordare ai suoi giocatori che per essere all’altezza di una grande squadra bisogna chiudere sempre le partite abbordabili. Lo ha fatto con la solita gestione bastone e carota, mettendo pressione nel post-partita di Juve-Genoa e lanciando una provocazione che non è passata inosservata. “Non c'è stata nessuna stanchezza, perché ieri e l'altro ieri non ci siamo allenati”, ha spiegato il tecnico per togliere spazio a chi ipotizzava un calo di tensione sul 2-0 dovuto ai postumi dalle nazionali. Per poi aumentare la dose: “Il problema è che ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi – ha spiegato ai microfoni di Sky -. Io dopo 6-7 mesi ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare”. 

OBIETTIVO

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Il riferimento di Spalletti, con tanto di disappunto dopo il successo che ha messo la Juve nelle condizioni di migliorare la condizione sia sul Como sia sulla Roma, è alla differenza di prestazione tra il primo e il secondo tempo. “Non è possibile – ha detto Spalletti -. Nessuno ha sistemato la situazione e ha dato ordine al gioco. Se il Genoa avesse segnato il calcio di rigore, sarebbe diventato più difficile portarla a casa. Il dubbio è: che cosa saremo domani? Non si riesce a dare una sostanza, una continuità”. L’obiettivo del tecnico, com’era successo altre volte dopo risultati positivi ai quali bisognava dare continuità, era quello di tenere alto il livello di attenzione attraverso l’autocorrezione prima dei prossimi impegni. 

CON CHI L’AVEVA

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Spalletti pretende una maggiore continuità da parte dei calciatori più rappresentativi della squadra, quelli che avranno maggiore responsabilità da qui alla fine sulla corsa all’obiettivo. La sua esternazione, dunque, non aveva un solo destinatario, ma tutti coloro i quali si sentono parte dell’anima del gruppo. Fra questi, sicuramente Yildiz: che ha vissuto una sosta positiva con la Turchia ma è stato meno brillante del solito contro il Genoa. Spalletti ha schierato regolarmente lui e gli altri uomini chiave della Juve, compresi Locatelli e Cambiaso reduci dalla delusione azzurra, in modo da trasmettere loro la responsabilità che ha ogni giocatore di un top club nel saper resettare e ripartire in fretta un impegno dopo l'altro. 

MODELLO MCKENNIE

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L’unico dei senatori juventini che ha retto bene il ritmo nel secondo tempo è stato McKennie, che Spalletti ha voluto garantirsi già per il prossimo anno. Il tecnico vuole un salto di qualità di tutti, soprattutto da quelli che – dopo la corsa al quarto posto di quest’anno – saranno alla base del futuro prossimo, in cui si punterà lo scudetto. Per diventare una squadra importante, proprio come vuole l’allenatore, la Juve dovrà mostrare maggiore efficacia nella gestione dei passaggi decisivi della stagione: contro il Genoa, per esempio, non ci sarebbe stato più margine per rimanere in corsa senza i tre punti. A Spalletti non è andato giù il calo generale, da squadra mediocre.

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