Spagna a caccia del record azzurro: contro l'Uruguay niente calcoli

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La squadra di De La Fuente è a quota 32 partite senza sconfitte e punta dritta al record dell’Italia di Mancini (37 gare). Basta un pareggio per il primo posto: vorrebbe dire evitare l'Argentina nei sedicesimi

Dal nostro inviato  G.B. Olivero

25 giugno - 18:41 - ATLANTA

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Primo, non perdere. No, questa non è la mentalità della Spagna. La nazionale di Luis De la Fuente non entrerà mai in campo con l’obiettivo di vivacchiare e di conquistare un punto. Nemmeno domani notte a Guadalajara, quando il pareggio basterebbe per certificare il primo posto nel girone ed evitare quindi l’accoppiamento con l’Argentina nei sedicesimi. Lo spauracchio Messi, che giocherebbe quella sfida a Miami e quindi... in casa, non turba il sonno degli spagnoli, consapevoli delle proprie potenzialità e determinati a scendere in campo contro l’Uruguay per vincere. 

la rincorsa

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La sconfitta complicherebbe in modo evidente il tabellone del Mondiale e spezzerebbe una lunghissima imbattibilità che va avanti dal 29 marzo 2023, data dell’ultimo k.o. in Scozia. Era una partita valida per le qualificazioni all’Europeo del 2024, che poi la Spagna avrebbe vinto. Quella sera, all’Hampden Park di Glasgow, il grande protagonista fu Scott McTominay, autore della doppietta decisiva (finì 2-0). McT era ancora un giocatore del Manchester United. Da quella sfida la Spagna non ha più perso. Sono passati 32 incontri, un Europeo vinto, una Nations League persa in finale contro il Portogallo ma ai rigori (e quindi senza sporcare la statistica), un’immacolata qualificazione al Mondiale. E adesso eccoci qui, con la prospettiva di battere il record stabilito dall’Italia di Roberto Mancini: 37 gare senza perdere. Fa male ricordarlo oggi, durante un Mondiale vissuto davanti alla tv, il terzo a cui non partecipiamo, ma poco tempo fa gli imbattibili eravamo noi. Alla Spagna mancano solo cinque partite per raggiungere l’Italia e sei per superarla: questo significa che arrivando in semifinale ci aggancerebbe e in finale ci scavalcherebbe. Tra noi e loro, considerando le nazionali europee e sudamericane, ci sono altre squadre. Questa è la classifica con l’anno in cui si chiuse la striscia di imbattibilità: Italia 37 (2021), Argentina (2022) e Brasile (1996) 36, Spagna (2009) 35, Spagna (serie aperta) 32, Spagna (1997) e Argentina (1993) 31, Francia (1996) e Italia (1939) 30, Brasile (1973) 29. 

porta inviolata

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C’è un altro dato molto interessante che riguarda la Spagna. Al Mondiale non prende gol da 339 minuti: l’ultimo risale al 51’ della sfida contro il Giappone disputata in Qatar nella terza gara del girone. Poi sono trascorsi gli ultimi 39 minuti di quella sfida e i 120’ contro il Marocco (che eliminò la Spagna ai rigori) nell’edizione del 2022 e i 180’ delle prime due giornate di questo torneo. Il record di inviolabilità della porta spagnola al Mondiale è di 477’ e risale al 2010, quello del trionfo in Sudafrica. Dopo un gol incassato al secondo minuto della ripresa contro il Cile, Iker Casillas non fu più battuto nelle sfide con Portogallo, Paraguay, Germania e nella finale con l’Olanda, che si completò ai supplementari. Quattro anni dopo fu Robin Van Persie a interrompere la striscia. Per raggiungerlo, Unai Simon deve respingere i tentativi dell’Uruguay e poi anche quelli dell’avversario dei sedicesimi, almeno per i primi 48 minuti.

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