La pista belga, coi suoi 7 km, è la la più lunga del Mondiale e con queste nuove F1 i piloti dovranno trovare un compromesso nel dosaggio della potenza. I pareri sono contrastanti. Alonso: "Se la uso subito, alla fine del giro sarò finito". Leclerc: "Resterà bellissima"
17 luglio 2026 (modifica alle 08:29) - SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO)
Dall’ingresso del circuito di Spa spicca in lontananza, inconfondibile, la sagoma della curva più famosa di tutto il calendario della Formula 1, quella di Eau Rouge. Un monumento all’identità del circuito belga che ha scritto la storia della massima serie e che da sempre affascina e anima i piloti di ogni generazione. Quest’anno, con il rivoluzionario cambio regolamentare entrato in vigore al via del campionato, i piloti si sono presentati a Spa nell’attesa di scoprire, dopo le prove già effettuate al simulatore, come le nuove vetture risponderanno alle richieste di potenza e gestione dell’energia che il tracciato richiede loro. Tecnicamente parlando, il tema non è secondario: Spa è la pista più lunga del Mondiale coi suoi 7,004 km di asfalto. Saranno dunque necessarie delle scelte nell’erogazione della potenza, come emerso dalle simulazioni che i team hanno effettuato dopo Silverstone, e risulteranno fondamentali le prove libere del venerdì (che potrebbero però essere disturbate dall’arrivo della pioggia) per capire quale approccio utilizzare durante il giro.
mentalità aperta
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“Sarà una Spa un po’ diversa dal solito – ha ammesso Pierre Gasly – vista l’attuale generazione di vetture e la gestione energetica durante il giro. Dovremo presentarci con una mentalità aperta e con qualche asso nella manica per massimizzare il tempo sul giro”. Cambi di sensazione, rispetto a ciò che i piloti hanno sempre trovato a Spa, di cui ha parlato anche Max Verstappen: “Questa è la mia pista preferita di tutto il calendario, ma ovviamente in questo caso sarà più complicato capire come andrà con le limitazioni nella gestione dell’energia sui rettilinei. Storicamente, però, qui con la Red Bull abbiamo sempre ottenuto buoni risultati, quindi non si sa mai cosa può succedere”.
alonso duro
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Più duro è stato il commento di Fernando Alonso, che già a Silverstone si era espresso con fermezza sulle difficoltà di queste vetture su tracciati storici, evidenziate ulteriormente dalle basse prestazioni della sua Aston Martin: “Se dovessi usare l’energia della batteria sin dalla prima curva fino a Curva 5 per attaccare a Les Combes o difendermi da un avversario, poi sarei finito per il resto del giro. Non avrei più energia per più di un minuto nel secondo settore. Non possiamo dimenticarci che quest’anno abbiamo molta meno potenza rispetto all’anno scorso e meno potenza anche di una macchina di Formula 2”. Un commento che non ha trovato concorde Charles Leclerc, sicuro che “Spa resterà una pista bellissima anche con queste vetture”.
kimi possibilista
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E nemmeno il leader del Mondiale Kimi Antonelli si è allineato ad Alonso: “Da quello che abbiamo visto al simulatore ci saranno sicuramente un paio di punti in cui si farà tanto super-clipping, ma non penso che la pista sarà snaturata. Anche a Silverstone, quando siamo arrivati, in tanti pensavano che sarebbe stato un disastro, ma invece è andata molto bene. Nonostante ci siano questioni da tenere d’occhio con la batteria su piste come questa, non si snatura la prestazione, perché in curva, dove serve, si continuerà a spingere tanto. Sarà solo importante cercare di capire dove e come gestire al meglio l’energia”. Visioni diverse per un weekend di gara che si prospetta carico di colpi di scena, con la grande consapevolezza generale – da parte di tutti i piloti – di dover aspettare le prime prove libere per giudicare il tracciato belga con questi nuovi regolamenti e per poter dare reali indicazioni sulle aspettative in termini di competitività al decimo appuntamento della stagione.


