Sonno leggero? I tre motivi possibili e come migliorare le proprie notti

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Ti svegli al minimo rumore, con la sensazione di non aver mai dormito? L'esperto identifica le principali cause di questo fenomeno che rovina il sonno

Sabrina Commis

19 marzo - 11:20 - MILANO

Alcune persone si addormentano come ghiri e non aprono più gli occhi fino al mattino, altri si svegliano al minimo fruscio delle lenzuola. Se appartenete alla seconda categoria, la causa non è necessariamente un vicino rumoroso o lo stress lavorativo. Diversi fattori possono spiegare perché il sonno sia così fragile e leggero.  "Dormire bene non è solo una questione di riposo fisico: il sonno è il momento in cui il cervello elabora le emozioni, consolida i ricordi e ci permette di dare senso di ciò che viviamo" spiega il dottor Federico Rossi, Psicologo di MioDottore

La predisposizione genetica

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"Il primo indizio risiede nella genetica ed epigenetica. Ad esempio alcune persone hanno un sonno a onde lente meno profondo di altre e quindi hanno una maggiore capacità di svegliarsi.  I nostri bagagli genetici determinano in parte la nostra capacità di entrare nelle fasi di sonno ristoratore". A questo si aggiunge il temperamento individuale: "Chi ha un sistema nervoso più reattivo tende a essere più sensibile agli stimoli notturni. Se questo è il vostro caso, non si può cambiare la propria predisposizione di fondo,  ma si può lavorare per creare le condizioni migliori possibili, aumentando la funzionalità di ciò che si ha a disposizione".

Una reazione naturale all’invecchiamento

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Anche l’età gioca un ruolo significativo. Con l’avanzare degli anni, la struttura del nostro sonno cambia. "Perdiamo il sonno profondo a onde lente e la percentuale di veglia naturale aumenta", evidenzia il dottor Federico Rossi. "Il cervello, più strutturato rispetto alla giovinezza, diventa progressivamente più sensibile agli stimoli esterni, ai rumori, ai cambiamenti di routine, alle variazioni di luce. A questo si aggiunge il fatto che saper lasciare andare le preoccupazioni della giornata e permettersi di rilassarsi diventa, con l’età, un’abilità sempre più importante da coltivare consapevolmente. In generale, con l’invecchiamento, il corpo diventa sempre meno flessibile di fronte agli stimoli esterni".  Il risultato è un’insonnia lieve e frequente durante la notte. Niente panico: è un effetto naturale dell’età, non un destino inevitabile. 

Troppo tempo trascorso a letto

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C’è un’altra probabile causa per questo fenomeno, e piuttosto sorprendente: passare troppo tempo a letto. "Sì, per quanto strano possa sembrare, troppo tempo trascorso a letto diminuisce la capacità di dormire profondamente", spiega l'esperto. Quando il letto diventa il luogo in cui si lavora, si guarda la televisione o si usa il telefono, il cervello smette di associarlo esclusivamente al riposo: dovrebbe essere uno spazio riservato al sonno, da proteggere e rispettare come tale. La soluzione? Limitarsi a un massimo di 7 ore a notte e riservare quel luogo solo al riposo.

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