In un’intervista a Paris Match, Jannik parla dell'infortunio di Alcaraz: "Mi spiace per Carlos, so che sta attraversando un momento complicato" e del passatempo con il fratello: "Non l’abbiamo ancora finita, ma ci siamo quasi"
Il dispiacere per l’amico-rivale Carlos Alcaraz costretto a rinunciare a Roland Garros e Wimbledon per l’infortunio al polso destro (“È una notizia molto triste. Lo conosco molto bene anche a livello personale e so che sta attraversando un momento molto complicato”). Il prossimo obiettivo a Parigi… “Io e mio fratello stiamo costruendo la Torre Eiffel in Lego, quella grande da 10.000 pezzi. Non l’abbiamo ancora finita, ma ci siamo quasi (sorride)”. In una lunga intervista a Paris Match Jannik Sinner ha rivelato il suo pensiero sull’infortunio di Alcaraz, dal quale aveva perso la finale di un anno fa dopo aver avuto 3 match point: “Alcuni infortuni vanno e vengono. È come il successo e le vittorie: anche loro vanno e vengono. Però Carlos è ancora molto giovane. E penso che la priorità assoluta sia guarire al 100% e non avere fretta, perché questo potrebbe avere conseguenze per il resto della carriera”.
la parola preferita
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Sinner ha rivelato che il suo atleta francese preferito è Gael Monfils: “Siamo molto amici. È sempre stato molto gentile con me, da quando sono arrivato nel circuito qualche anno fa. Abbiamo un bel rapporto di amicizia”. La parola preferita è “merci”, perché è sempre importante essere gentili con le persone. Quindi merci è sempre un ottimo modo di fare”. Ritiene improbabile una carriera da modello, sarà difficile vederlo sfilare per Gucci, uno dei suoi sponsor, come già è successo con Tom Brady a New York. “Non sono il tipo da passerella, ma ho assistito a sfilate magnifiche, soprattutto a Milano durante la Fashion Week. Ho sempre cercato di esserci perché è bello far parte di quel mondo. È molto interessante, anche per imparare, vedere nuovi stili”.
la protesta
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A Paris Match Sinner ha anche spiegato il suo punto di vista sulla protesta dei giocatori per i premi dei tornei dello Slam. “Senza di noi, gli atleti e i giocatori, questi tornei non potrebbero esistere. Chiediamo di essere rispettati di più. Aspettiamo risposte da più di un anno. Abbiamo scritto una lettera e non abbiamo ricevuto risposta. Chiediamo un aumento del prize money, ma anche una pensione (dopo il ritiro), che è molto importante. Vorremmo anche poter partecipare ad alcune decisioni nell’ambito dei tornei. Spero che riusciremo ad arrivare a una conclusione”.



