Sinner per il doppio colpo: semifinale e sorpasso a Djokovic. Rublev: "Prima o poi dovrà perdere..."

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Contro il russo nei quarti degli Internazionali Jannik va a caccia della 32ª vittoria di fila nei Masters 1000: nessuno ci è mai riuscito

Federica Cocchi

Giornalista

14 maggio - 00:27 - ROMA

Lui che ama rilassarsi al volante sulle piste di kart, o al simulatore, ha una certa dimestichezza con i sorpassi. Dicono sia un mezzo fenomeno pure lì, che quando c’è da infilare qualche rivale riesce a trovare lo spazio e il tempo giusto per passare. Ma il sorpasso che i prepara a fare oggi Jannik Sinner è per la storia, e il rivale ha un nome che nel tennis è sinonimo di grandezza come Novak Djokovic. Se infatti il numero 1 al mondo oggi dovesse battere Andrey Rublev ai quarti di finale in programma alle 13 sul Centrale, metterebbe la firma sull’ennesimo record. Al momento le sue vittorie consecutive nei Masters 1000 sono a quota 31, appaiato al serbo che riuscì a inanellarne lo stesso numero nel 2011, un successo oggi vorrebbe dire diventare il giocatore con la serie più lunga di sempre. 

statistica

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Sulla carta, il campione allenato da Vagnozzi e Cahill, è nettamente favorito sul russo dall’umore instabile affiancato da Marat Safin. Ha vinto sette volte su dieci confronti, ma nel tennis non si può mai sapere cosa può riservare la partita. Lo stesso Andrey si affida alla statistica per sperare: "Ha vinto talmente tanto che prima o poi dovrà perdere...". Può essere, ma Jannik Sinner sembra sempre più un uomo in missione, pronto a riportare il tricolore nell’albo d’oro maschile degli Internazionali vinti l’ultima volta da Adriano Panatta 50 anni fa. Una cifra tonda, che renderebbe ancora più iconica l’eventuale vittoria, con tanto di premio che gli potrebbe essere consegnato dalle mani dell’Adriano nazionale. Fino a oggi, Sinner ha tirato dritto come in rettilineo con l’acceleratore aperto al massimo, sverniciando chiunque gli si sia presentato lungo il percorso. L’ultimo, Andrea Pellegrino, che almeno ha avuto l’applauso del campione dell’Alto Adige con tanto di dedica sulla telecamera "Grande Andrea". Sotto a chi tocca, dunque , mentre ieri per prepararsi si è allenato sul Campo 5, come sempre. Un po’ per la privacy, le tribune non sono troppo vicine e il pubblico non può avvicinarsi troppo, un po’ per scaramanzia, che si sa, il numero 1 al mondo cerca di mantenere sempre le stesse abitudini durante un torneo. Intorno alle 12.30, Jannik si è allenato con due colleghi. Il primo è stato Casper Ruud, che lo scorso anno qui aveva subito dall’azzurro al rientro una delle peggiori sconfitte della carriera sulla sua superficie prediletta, un devastante 6-0 6-1 ai quarti di finale, con tanto di esultanza quando era riuscito a tenere l’unico servizio della partita. Ruud è uno degli estimatori del gioco di Jannik, e in questi giorni lo ha pubblicamente “difeso” dalle accuse di essere un robot, noioso e senza emozioni: "Tanti dicono che è un robot, ma giocare a tennis a questi livelli è difficilissimo, farlo sembrare automatico come fa lui non fa che dimostrare il suo livello altissimo". Un ispirazione, dunque, anche per uno come Casper, capace di raggiungere la finale del Roland Garros in due occasioni, nel 2022 e 2023: "Più vinci e più hai un bersaglio sulla schiena - lui però continua a battere tutti". 

bersaglio

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Dopo Ruud è toccato all’argentino Tomas Etcheverry, con il quale si è soffermato in modo particolare sul gioco di volo. Nonostante la giornata piovosa e instabile, a tratti piuttosto fresca per un maggio romano, Jannik ha lavorato senza interruzioni curando ogni particolare, ma sempre col sorriso. Alla fine della sessione, come ormai è di rito, lancio di palline autografate a chi è rimasto ad applaudirlo. «Sinner non sottovaluta mai nessun avversario - ha detto Darren Cahill -. Quando entra in campo cerchiamo di stemperare la tensione con qualche gioco, perché rimanga attivo e si diverta. La pressione prima di un match la avverte sempre, perché è consapevole che al giorno d’oggi ogni giocatore può nascondere insidie e tutti sognano di battere il numero 1 al mondo. Nulla si può dare per scontato». Oggi, dunque, massima attenzione a Rublev, un po’ cavallo pazzo, grande picchiatore, ultimo ostacolo prima del grande sorpasso. Per la semifinale e per la storia.

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