Sono tra i favoriti e anche i numeri li spingono in alto. Abbiamo pure la carta Cobolli, ma occhio a Djokovic
C'era una volta il tennista medio italiano che sull’erba aveva la stessa grazia di una mucca sul ghiaccio. Una volta. Perché adesso, quando si parla di prati londinesi, i nostri protagonisti si presentano con tutto un altro curriculum e nuove certezze. In principio fu Matteo, il Martello nazionale che nel 2019 con il suo servizio da bombardiere conquistava il titolo di Stoccarda iniziando una carriera erbivora di grande successo, culminata nella vittoria del Queen’s nel 2021, prestigioso antipasto della prima finale di Wimbledon mai giocata da un italiano. Dall’altra parte ha avuto la sventura di trovare Novak Djokovic, che dell’erba è dominatore. È stato Berrettini, tuttavia, a piantare i primi semi nei prati di Church Road dove sono germogliati risultati e successi fino al trionfo dello scorso anno di Jannik Sinner, primo italiano di sempre a conquistare i Championships. È un’Italia che si presenta a Wimbledon con molte velleità di fare bene, Per la prima volta porteremo nel tabellone principale tre giocatori che hanno disputato finali Slam, un’esperienza che sarà decisiva nei momenti importanti del torneo. Oltre a Sinner e Berrettini, infatti, si aspetta con curiosità Flavio Cobolli, battuto al Roland Garros nell’ultimo atto da Zverev ma ai quarti di Wimbledon lo scorso anno, fermato solo da Djokovic.
re nole
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Come sempre, alla vigilia degli appuntamenti più importanti della stagione, sono i numeri a fornire una prima panoramica della situazione, e le statistiche sull’erba dicono che il primo grande pericolo a livello di vittorie su questa superficie è Novak Djokovic. L’ex numero 1 al mondo ha vinto in carriera otto titoli sull’erba e, a parte quello di Eastbourne nel 2017, gli altri sette li ha raccolti dall’erba di Wimbledon. Nole sui prati si trasforma in cannibale, e con le sue 125 partite vinte contro le appena 21 perse, è al secondo posto tra i giocatori in attività per successi sull’erba con l’ 85,6%. E poco importa che dopo la finale dell’Australian Open le sue uscite siano state pochissime e con scarso successo: secondo i bookmakers è sempre Nole l’uomo da battere dopo Jannik Sinner, numero 1 al mondo e campione in carica. Chi guida la speciale classifica di rendimento sull’erba è Carlos Alcaraz con l’89% di successi e quattro titoli vinti, due dei quali a Wimbledon, ma lo spagnolo a Londra non ci sarà. Lo aveva annunciato lui stesso prolungando così un’assenza dal circuito che dura da mesi, per la precisione da metà aprile con il ritiro dal torneo di Barcellona per un infortunio al polso destro. È ancora alle prese con il recupero di cui non si sa nulla di preciso. Lo spagnolo non si sta ancora allenando con la racchetta, o meglio, sta usando soltanto la sinistra mentre si dedica soprattutto alla preparazione fisica . Senza di lui nei dintorni di Church Road, è Jannik Sinner ad avere tutti i favori del pronostico. Due volte ha vinto sull’erba Sinner, e l’ultima è stata proprio a Wimbledon dove ha finalmente stretto un legame con questa superficie.
crescita
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In passato non era certo la sua favorita: "Io posso giocare bene sull’erba - diceva nel 2022 agli inizi della collaborazione con Darren Cahill e Simone Vagnozzi -. Su questi campi conta molto la fiducia del giocatore. Se ti senti bene, se hai feeling con la superficie, giochi meglio. Sono convinto che migliorerò parecchio e potrò giocare molto bene anche su erba. Nel giro di un paio d’anni avrò un servizio molto più vario rispetto a oggi, mentre la mobilità su questa superficie credo di averla già". Così parlava con cognizione di causa un giovane Jannik che a Londra quest’anno arriva con la sola incognita della condizione fisica dopo il crollo avuto al secondo turno a Parigi. Il Roland Garros che doveva essere suo se l’è preso Sascha Zverev, uno che con l’erba non ha mai avuto troppo feeling, e conta zero titoli ma con le rinnovate sicurezze del battesimo Slam potrebbe essere un pericolo in più.


