Il n.1 al J Medical per sottoporsi a test medici. Poi staccherà la spina fino all'8 giugno prima di cominciare la preparazione
30 maggio 2026 (modifica alle 08:31) - MILANO
Quattro parole che spiegano tutto: "Non sono un robot". Le ha pronunciate Jannik Sinner a mente fredda dopo il malessere che lo ha costretto al ritiro al secondo turno del Roland Garros, il torneo in cui si presentava da larghissimo favorito e dopo una serie di 30 vittorie di fila, con cinque Masters 1000 consecutivi in bacheca. Il sogno di completare a Parigi il Grande Slam personale si è infranto contro la più antica legge dell’uomo: un fisico stressato e portato al limite, anche quello di un superatleta che cura ogni dettaglio della preparazione, può presentare il conto della fatica e del superamento dei limiti.
i programmi
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Il numero uno del mondo, dopo una cena frugale con il team giovedì sera dopo la partita, ieri mattina ha preso un aereo con destinazione Nizza ed è tornato a casa a Montecarlo. Nel frattempo, ha prenotato per la notte, e anche per la giornata di oggi, una camera al JHotel di Torino, la struttura di proprietà della Juventus: la testimonianza indiretta che Sinner ha intenzione di sottoporsi subito, forse già in queste ore, agli accertamenti che aveva annunciato appena dopo il ko con Cerundolo per approfondire le ragioni dei malanni di cui ogni tanto soffre durante le partite. La sede prescelta per i test diagnostici è ovviamente il JMedical, il centro medico di eccellenza del club bianconero a cui Sinner si appoggia ormai da anni per la cura del suo corpo e dove attendono soltanto la sua chiamata per accoglierlo e completare tutti gli esami necessari. Dopo la permanenza a Torino, la cui durata dipenderà dalla complessità delle analisi, il più forte giocatore del mondo si concederà dieci giorni di riposo assoluto, senza toccare la racchetta, magari infilandoci qualche giorno in montagna dai genitori o in una località di mare lontano da occhi indiscreti. Gli allenamenti riprenderanno a Montecarlo l’8 giugno, cioè il giorno dopo la finale del Roland Garros di cui avrebbe voluto essere uno dei protagonisti: con lui ci sarà Simone Vagnozzi, ma non è escluso che vista la delicatezza del momento Cahill anticipi il rientro dall’Australia, previsto per Wimbledon. Jannik avrà perciò tre settimane piene per allenarsi in vista dello Slam londinese, di cui è campione in carica: ciò che gli è mancato nei due mesi e mezzo in cui in pratica ha giocato una partita ogni due giorni e mezzo e che probabilmente, causa mancato richiamo della preparazione, è stata una delle cause del malore in campo di giovedì.
cosa è successo
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Sinner ha voluto precisare che il caldo, che non ha mai sopportato troppo bene, non sia stato uno dei fattori scatenanti della crisi improvvisa, a differenza di quanto era accaduto a Cincinnati e a Shanghai un anno fa e a Melbourne a gennaio. In effetti, nonostante la canicola, all’inizio della partita c’erano 28 gradi e un’umidità del 28% e fino al crollo sul 5-1 del terzo set Jannik aveva gestito alla perfezione le condizioni ambientali e non aveva dato alcun segnale di difficoltà fisica. Certamente, però, temperature comunque elevate possono incidere su un fisico già arrivato al limite della resistenza per altre ragioni. Si è sviluppata cioè una concatenazione di eventi che hanno compromesso l’integrità fisica del numero uno del mondo, di cui il caldo è stata solo una delle componenti. Lo stress derivato dall’alto numero di partite giocate da marzo ad oggi, la tensione emotiva di dover sempre giocare da favorito, soprattutto in un torneo mai vinto e in assenza del rivale più forte, la cattiva qualità del sonno in situazione di sovraffaticamento (Sinner ha rivelato di sentirsi in condizioni non ideali già la mattina del match) e infine l’ansia in campo per una situazione critica improvvisa di cui non riusciva a trovare una via d’uscita hanno contribuito insieme a svuotare di energie i muscoli di Jannik, un segnale che era già emerso a Roma durante la semifinale con Medvedev (giocata, va ricordato, con temperature autunnali e non certo al caldo). Sinner non è un robot, ma è sicuramente un superuomo: per questo saprà ripartire con ancor più carica.


