I nuovi bandi di gara lanciati da
Enel per i call center in appalto "non garantiscono il rispetto
del principio di territorialità e la centralità del contratto
nazionale di lavoro delle Telecomunicazioni appena rinnovato" e
mettono a rischio circa 7.000 lavoratori (in gran parte donne).
Lo spiegano i sindacati che denunciano "trasferimenti forzati
a centinaia di chilometri, talvolta fuori regione, come
condizione per proseguire il rapporto di lavoro" e che hanno
portato allo sciopero. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil fanno
appello al governo e ora che lo sciopero ha avuto un'adesione
massima si aspettano che Enel faccia un passo altrimenti "si
tornerà alle stagioni buie del passato quando ogni cambio di
appalto nel settore dei call center generava licenziamenti e un
massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali".
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13 ore fa
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