L'ex gigantista azzurro racconta la gara olimpica: "Sarà una gara da spingere, i supergigantisti possono avere più chance"
13 febbraio - 23:09 - LIVIGNO (SONDRIO)
Davide Simoncelli risponde mentre è in giro per Cortina d'Ampezzo, che è il suo quartier generale durante i Giochi. L’ex gigantista azzurro, due vittorie in CdM (Gran Risa 2003 e Yongpyong in Sudcorea 2006), oggi è responsabile racing di Salomon. È uno sciatore supertecnico cui un giorno hanno chiesto di parlare con gli atleti, parlare con gli sci – gli sci parlano a chi sa sentirli… - e mettere insieme le risposte. Noi gli chiediamo la stessa cosa: dare risposte.
Davide Simoncelli
Rovereto (TN), 30 gennaio 1979. In Coppa del Mondo di sci tra 1999 e 2015: 2 vittorie e 8 podi totali, tutti in gigante
Davide, oggi gigante olimpico, tempo permettendo. Lei a Bormio in gigante ha gareggiato ai Mondiali 2005, ci legge la gara in anticipo?
“La Stelvio è stata preparata bene, se la temperatura aiuta viene fuori un bel fondo e gli atleti ci faranno divertire. Chiaramente come per tutti i Mondiali e le Olimpiadi che si disputano su piste da discesa, superG, non è un pendio difficilissimo per il gigante. C’è il muro di San Pietro dove bisogna sciare bene e la parte finale dove devi spingere tanto”.
E vincerà…
“Io metto Odermatt davanti a tutti perché è forte in gigante ma soprattutto un supergigantista top. E oggi secondo me chi ha qualità da superG sarà avvantaggiato. Poi tra i favoriti metterei i soliti: Odermatt già detto, Meillard, Braathen, Schwarz e Brennsteiner”.
Può spiegare ai lettori cosa si intende per “gigante da spingere”?
“Diciamo che il gigante in Coppa del Mondo si disputa su pendii molto ripidi, quindi la velocità aumenta naturalmente e si gestisce con la tecnica. Dove invece non ci sono pendii estremi, come oggi, la velocità devi accumularla sui ripidi, San Pietro e prima parte della Konta, ma poi devi gestirla tu sciando bene sui piani, devi saper far correre lo sci meglio degli altri, quindi curvare bene sopra al palo, non tagliare, frenare. Siccome Odermatt è bravissimo a riempire gli spazi tra una porta e l’altra, per me è il favorito numero uno. Non l’unico ma il primo. Se si fosse gareggiato sulla Gran Risa, avrei detto cinque favoriti sullo stesso piano, qui metto lui un po’ avanti”.
Lo svizzero arriva arrabbiato alla gara? Troppo?
“Credo sia deluso, non arrabbiato. Sarà carico perché pensava di aver già almeno un oro a questo punto. Ma non è tipo che butta via la gara, il gigante in questo caso, per un atteggiamento mentale sbagliato”.
Vogliamo parlare di Alex Vinatzer?
“Secondo me il gigante sarà più facile da gestire rispetto allo slalom. Tra i pali stretti è tra i più veloci al mondo, forse troppo veloce, tanto che sbaglia perché è un razzo con quelle lunghe leve. Poi sbaglia e la volta dopo, per non uscire, va troppo controllato. Ma in gigante, con il suo fisico, sulla Stelvio può fare una grande gara. Non dico dove arriva, ma per me fa grande gara”.
Franzoni dice che correrà libero di testa: quindi?
“Il gigante di oggi per lui è una ripartenza, perché viene da quella specialità. E il gigante sarà anche il suo futuro, ormai non è un mistero. E oggi partirà col pettorale 31, quindi non abissale. Se arriva in top 10 è un campione da far crescere ancora e ancora, se arriva in top 5, beh… Abbiamo un fenomeno”.

