Rivendica un "cambio di passo" sull'immigrazione ma non le basta, ammette che la sicurezza è stata una "priorità costante" del suo esecutivo ma non è "soddisfatta dei risultati", considera i tempi delle liste d'attesa in sanità "non accettabili". Nella sua lunga informativa in Parlamento la premier Giorgia Meloni elenca i traguardi raggiunti ma anche le 'insoddisfazioni' in alcuni settori su cui bisognerà spingere l'acceleratore.
Sul fronte dell'immigrazione Meloni evidenzia la sigla di "accordi internazionali che prima non esistevano", la riduzione degli sbarchi, l'aver "aumentato sensibilmente i rimpatri, rafforzato il controllo delle frontiere, combattuto i trafficanti di esseri umani e, soprattutto, - sostiene - abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo". Per la premier è proprio grazie all'Italia che "è cambiato l'approccio dell'intera Europa al governo dei flussi migratori". Ora però ritiene "necessario consolidare questo approccio, renderlo stabile e strutturale".
Altro capitolo su cui si è soffermata è la sicurezza. "Forse molti italiani si aspettavano di più da questo Governo - dice - nonostante l'impegno su questo fronte abbia rappresentato una priorità costante del nostro operato". Ricorda le "oltre 42 mila" assunzioni nelle forze di polizia, la stretta sui rave illegali, il decreto Caivano, "lo sgombero di quei centri sociali illegali e violenti che - afferma - tutti gli altri avevano tollerato, se non sostenuto o finanziato". "Eppure, personalmente non sono soddisfatta dei risultati sulla sicurezza - afferma la premier -. Perché è il primo dovere dello Stato, e noi dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia nella vita quotidiana dei cittadini e nella loro percezione".
Parole ascoltate dal vivo in Aula dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che domani parteciperà al primo appuntamento pubblico previsto in agenda da quando è esploso il 'caso' Claudia Conte. Il titolare del Viminale, che finora ha mantenuto il silenzio su tutta la vicenda, sarà in mattinata a piazza del Popolo per la Festa della polizia. In ambienti di governo, interpellati sui nodi evidenziati nell'informativa, si rileva che da inizio legislatura tutti i principali indicatori su sicurezza e immigrazione segnano risultati positivi. L'esistenza dei quattro provvedimenti (su sicurezza, immigrazione e riordino della polizia locale) - viene evidenziato - dà "il segno di un percorso" che è in corso di completamento e si concluderà entro fine mandato.
Ma anche sulla sanità la premier da un lato ha rivendicato l'azione del Governo che ha avuto "il coraggio, per primo, di contribuire a cercare soluzioni invece di limitarsi a dire che la competenza era delle Regioni", dall'altro considera "evidente che, per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l'accesso troppo difficile, le differenze territoriali ancora troppo marcate. E questo non è accettabile, perché la sanità è uno dei pilastri della nostra nazione". Da qui l'invito alle Regioni: "facciamo squadra". Un appello accolto "con la più ampia disponibilità" dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. Mentre il governatore della Puglia sostiene: "Noi lo stiamo facendo".
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