Si dimette il sindaco a Messina, al voto anticipato di un anno

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Dopo mesi di polemiche per le voci di elezioni anticipate, buttato giù il velo: a Messina si voterà in primavera, come in altri 61 comuni siciliani tra cui Agrigento ed Enna. Il sindaco Federico Basile ha ufficializzato le sue dimissioni, che saranno operative tra venti giorni: lascia con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, giugno del 2027. Ma lo fa per raddoppiare: si ricandida a Palazzo Zanca col sostegno di alcune liste civiche ma soprattutto di Sud chiama nord, il movimento di Cateno De Luca, suo padrino politico, che con il voto anticipato prova così a mettere sotto scacco il centrodestra e il centrosinistra con l'obiettivo di sedersi nei tavoli per le regionali e le politiche del prossimo anno con una forza contrattuale politica più forte nell'ipotesi in cui gli elettori messinesi lo premiassero alle urne.


    "Quando nel 2022 sono stato eletto, contavo su una maggioranza di 20 consiglieri su 32. Oggi la maggioranza conta 13 consiglieri, perché 7 hanno cambiato idee, alcuni per 'interessi personali', lo dico tra virgolette. E' venuta meno la solidità che serve all'azione amministrativa", ha spiegato il sindaco incontrando la stampa. "Credo di avere sopportato troppo - ha aggiunto - Oggi la città non può fare il salto di qualità che merita, né può essere messa sotto scacco. Oggi siamo davanti a un anno nel quale si comincia a ragionare di compromessi, di ricollocamenti politici, le giacchette vengono tirate. Potrei fare un bell'accordo politico col centrodestra o centrosinistra e continuare a fare il sindaco. Ma questo serve a me e non alla città, meglio fermarsi due o tre mesi piuttosto che lasciare un anno e mezzo la città in minoranza".


    E Cateno De Luca va subito al sodo: "Basile ha dimostrato di non essere attaccato alla poltrona. Nei prossimi giorni la città conoscerà tanti retroscena che dimostrano come è importante che Messina sia guidata da uomini e donne liberi e forti. Grazie Basile, sei la parte politica migliore di me, lo hai dimostrato per l'ennesima volta. Noi te ne siamo grati e i messinesi ti rieleggeranno loro sindaco".
    Dure le reazioni dei partiti di centrodestra e centrosinistra. "Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della città c'è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica", il commento delle segreterie regionali di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega per Salvini premier, Grande Sicilia-Mpa, Noi moderati e Dc. "E' assurdo pensare a una nuova fase commissariale per Messina proprio all'indomani di un'emergenza come quella del ciclone Harry", attaccano ma "siamo pronti a rispondere uniti con una candidatura autorevole per la guida di Messina".
    Per il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace "questa scelta segna una resa politica e istituzionale" e "come opposizione riteniamo che l'uscita di scena del sindaco apra finalmente la possibilità di un cambio di rotta", perché "serve una visione chiara, non subordinata ai destini personali di qualcuno né alle convenienze tattiche di un movimento politico". Netto il giudizio di Antonio De Luca, capogruppo del M5s all'Assemblea regionale siciliana: "E' evidente che siamo davanti a una narrazione costruita ad arte per coprire una scelta elettoralmente conveniente, ma istituzionalmente inaccettabile e contraria al bene della città. Quello che sta accadendo è l'ennesimo gioco di potere fatto sulla pelle dei cittadini". La battaglia elettorale è appena cominciata.
   

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