"Io ho altri due anni di contratto.
Ci saranno i prossimi giorni in cui ci sarà da discutere, non
sono contento di tante cose. Valuteremo se ci sono le
possibilità per andare avanti o meno. Vorrei essere più
ascoltato, ho avuto la sensazione di non esserlo. Non so da cosa
sia dipeso, sono state fatte cose che non condividevo. C'è stato
dialogo su cose poco importanti e poco dialogo su cose che
ritengo importanti". Così Maurizio Sarri, tecnico del Lazio, a
Dazn dopo il successo contro il Pisa torna a parlare del proprio
futuro, che sembra sempre più lontano da Roma.
"Questa è un'annata molto formativa, che forse è riuscita a
colmare alcuni difetti innati in me. Avrei preferito viverla a
40 anni che in questo momento della carriera. Sono diventato più
paziente ed empatico con i giocatori, prima lo ero meno, poi
certe situazioni ti insegnano che i tuoi ragazzi sono l'unico
appiglio"; prosegue il tecnico. Poi un pensiero al popolo
laziale che Sarri ringrazia "sempre e comunque, hanno mostrato
un amore incondizionato. Il rapporto con la società non c'entra
niente, loro sono nel mio cuore e ci staranno".
Infine, su Pedro, all'addio stasera, sottolinea come "spesso
era lui a decidere se partire o giocare gli ultimi minuti. Il
rapporto con Pedro è questo, un giocatore e un ragazzo
straordinario, che mantiene l'entusiasmo di un bambino. E' un
innamorato di questo sport, un esempio bellissimo e un campione
straordinario", conclude.
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58 minuti fa
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