Sergio Iorio, il top manager con la Pistoiese nel cuore: "Entro 4 anni in B. Con Taibi d.s."

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L'imprenditore, Ceo della Italmatch Chemicals, ha evitato la scomparsa della società per cui tifa sin da bambino e progetta in grande: la cittadella sportiva, il calcio femminile e "Pistoiese for Special" per i ragazzi disabili. Il d.s. è Taibi

Ilaria Masini

Collaboratore

28 novembre - 20:08 - PISTOIA

È la storia di un amore folle per i colori arancioni, quella di Sergio Iorio, imprenditore italiano, uno dei più importanti a livello mondiale nel ramo chimico, inserito da Forbes fra i 50 top manager del nostro Paese. Tifoso da sempre della Pistoiese, da bambino ha fatto da raccattapalle del club mentre nel maggio del 2024 lo ha fatto rinascere dopo il fallimento, dalle macerie della precedente proprietà. Ed è ripartito dalla Serie D: “Non avrei mai preso un club diverso dalla Pistoiese e mai lo farò, però non potevo veder sparire la squadra del mio cuore. Quando sono arrivato la situazione era sottozero, senza attrezzature o uffici, adesso il sogno è arrivare in Serie B in quattro stagioni e soprattutto riportare entusiasmo fra i nostri tifosi". Il d.s. è Massimo Taibi e il fiore all’occhiello la “Pistoiese For Special” per ragazzi con disabilità. 

la storia

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Sergio Iorio è fondatore e Ceo della Italmatch Chemicals, colosso del settore chimico con 20 stabilimenti nel mondo e un fatturato di circa 1 miliardo nell’ultimo anno, azienda partecipata da Bain Capital e il fondo Pif. Chiaro che i motivi di lavoro lo portino lontano da Pistoia, ma non con il cuore: “Io tengo molto al fatto che non ci siano legami, anche per motivi etici, fra la mia vita aziendale e il progetto Pistoiese, che è mia al 100% e l’impresa che non è neppure sponsor. Però sono cresciuto qui e ad avvicinarmi al club è stato mio padre, Provveditore agli studi, e grande amante del calcio. Con lui ho condiviso anni bellissimi e anche per questo è stata sempre forte questa passione, per certi aspetti perfino irrazionale. Non perdevo una partita, in casa e in trasferta, e per me l’arancione è l’unico colore che esiste. Da bambino ho giocato nelle giovanili e ho fatto il raccattapalle, con l’emozione di stringere la mano ai giocatori che per me erano idoli. Ho conosciuto anche Luis Silvio, croce e delizia della storia societaria, e siamo riusciti a rintracciarlo di recente e portarlo in città per qualche giorno". Alla finale di Champions League dello scorso anno, Sergio Iorio è andato sugli spalti proprio con la maglia dell’ex calciatore brasiliano, ma anche a vedere Sinner agli Atp indossava una casacca della Pistoiese, senza dimenticare che è arrivato al matrimonio di uno dei suoi figli, a bordo di una vespa arancione. In famiglia sono tutti tifosi, anche se a distanza: i figli Andrea e Matteo, e pure il nipotino di quattro anni, Giacomo. Intanto a Pistoia è stato rifondato il calcio femminile, il campionato Futsal e naturalmente il settore giovanile dove lavorano ex calciatori come Stefano Carobbi, Angelo Pagotto e Corrado Colombo. In dirigenza in prima squadra c’è Andrea Mangoni e un ruolo centrale riveste l’amministratore delegato, Fabio Fondatori. 

infrastrutture e for special

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Importantissime, per crescere, le infrastrutture con l’obiettivo, fra l’altro di creare un “Orange City” al campo Pistoia Ovest: “È di proprietà del Comune e lo abbiamo riportato in buone condizioni, attraverso dei lavori importanti, ma si potrebbe fare molto di più per la Pistoiese e non soltanto. Tre mesi fa abbiamo manifestato un interesse all’acquisto dell’area, però ancora non abbiamo avuto una risposta formale da parte del Comune e non capisco questa lentezza perché ho un progetto con campi da calcio, da tennis, sala congressi e attività commerciali. Sarebbe un bene per la città, aperta ai cittadini e ai tifosi, partecipato al 50% dalla Pistoiese e l’altra metà da imprenditori locali già interessati”. Davanti allo stadio c’è anche un negozio di merchandising, ma il vero orgoglio è la creazione di “Pistoiese For Special”, un’associazione senza scopo di lucro dedicata a bambini e ragazzi con disabilità. Il progetto è nato dall’esperienza positiva della stagione 2024-25 con l’associazione “Insuperabili”e il successo di questa sinergia, (che va avanti) ha portato alla creazione della nuova realtà dove i ragazzi sono seguiti da istruttori qualificati e da personale specializzato, unendo gioco, crescita e inclusione: “È regolarmente iscritta alla Figc Dpcs (Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale) ed è un’iniziativa che ci scalda il cuore, che va oltre il risultato sportivo”. 

taibi d.s.

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Il direttore sportivo è Massimo Taibi: “Ero in trattativa con una società di Serie B ma nel maggio del 2024, ho ricevuto l’offerta della Pistoiese e, nei due incontri con il presidente, mi è piaciuto il progetto. La prima domanda che mi ero fatto, era cosa ci facesse un imprenditore di quel livello in Serie D, poi ho capito che era tifoso e che dietro c’è una storia particolare, di famiglia, che mi è piaciuta tantissimo. E poi è ambizioso e meticoloso, attento a tutto. Quando sono arrivato non avevamo nemmeno gli uffici e facevamo il mercato in hotel, ma comunque siamo riusciti ad arrivare in semifinale play off. Quest’anno abbiamo tutto per salire fra i professionisti e sarebbe la cosa fondamentale perché poi cambia il mondo. Possiamo fare un campionato ai vertici e ci sono pure le basi solide per arrivare in B negli anni. Poi certo c’è il campo e la buona sorte, non è mai semplice. Il mio d.s. di riferimento? In carriera ne ho tanti importanti come Marotta e Osti, e il migliore in Italia per me è Sartori che è un vero fuoriclasse non soltanto a costruire la squadra ma a gestirla. Tenere un gruppo di giocatori è la cosa più importante, trasformarlo in una squadra, è il segreto per vincere. Per me questo è un principio da tenere sempre presente e quest’anno noi abbiamo una squadra di uomini”.

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